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3 febbraio 2012

Martone: “Non ho rubato il posto a nessuno”

Il viceministro Michel Martone, il sobillatore dei 28 anni, chiarisce circa la polemica nata negli ultimi giorni sugli sfigati che non riescono a laurearsi entro i 28 anni.

Se l’Italia viene sbattuta come una pallina da tennis tra l’arrivare verso i 30 anni senza una laurea e tra il posto fisso monotono montiano, Martone (docente ordinario, avvocato e giurista) precisa :

Visto il furore mediatico che si è scatenato, per trasparenza preciso, anzitutto ai miei studenti, che sono andato a ricostruire le vicende del concorso da professore ordinario di 8 anni fa”.

Il 37 enne che ricopre molte cariche e che da buon arrivista si diverte a denigrare chi è indietro, forse per la monotonia dei posti fissi che ricopre, precisa :

E ho potuto verificare che diversamente da quanto riportato da alcuni giornali, tutti gli altri candidati si sono ritirati dal concorso in questione (con una sola eccezione), perché nel frattempo avevano vinto il concorso da ordinario in altre sedi da loro preferite.

Parlano chiaro in proposito i verbali degli altri concorsi conclusi e definiti con tanto di approvazione degli atti mesi prima che si chiudesse il concorso nel quale ho poi conseguito anche io l’idoneità.”

Alcune delle polemiche nate sono dalle sue pubblicazioni. Secondo alcuni sarebbero troppo poche se paragonate alle 30 (e più) da scrivere in inglese per ottenere una cattedra nell’Università italiana da ordinario.

Martone, però, dal canto suo precisa che è merito di chi si è ritirato dai concorsi se ha ottenuto quel posto:

Dunque, ricapitolando, nella sostanza, i candidati che si sono ritirati dal concorso in questione, lo hanno semplicemente fatto perché, nel frattempo, avevano vinto altri concorsi, sempre di prima fascia, in altre sedi, da loro preferite. Ho omesso i nomi dei colleghi soltanto per evitare loro seccature e perdite di tempo, ma, ovviamente, ciascuno può verificare quanto sopra sul sito del MIUR, accedendo alla sezione reclutamento.

Non ho quindi rubato– conclude– il posto a nessuno

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