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12 febbraio 2012

Nigeria: il governo cede alle richieste degli studenti

Finito lo sciopero di otto settimane per ottenere il finanziamento degli atenei

Dopo due mesi di proteste, manifestazioni e blocco delle attività accademiche, l’Unione Nigeriana dei Docenti Universitari (ASUU) ha proclamato la fine dello sciopero e la riapertura delle università. L’ASUU ha confermato, infatti, il raggiungimento di un accordo con il governo nigeriano in merito al finanziamento degli atenei e alla riforma dello schema pensionistico dei professori.

Lo sciopero aveva paralizzato le attività delle università nigeriane, creando preoccupazione anche tra gli stessi studenti sulle sue possibili ripercussioni politiche: “Da parte degli studenti nigeriani – ha affermato Mourof Shehu, portavoce dell’Associazione degli Studenti – mi congratulo con i nostri docenti e con il governo per aver trovato un accordo condiviso da tutti. É tempo ora di riprendere le attività di studio e di ricerca”.

Gli studenti nigeriani hanno espresso particolare soddisfazione per l’accordo economico con cui il governo si è impegnato a fornire maggiore sostegno finanziario all’istruzione superiore, settore “a lungo abbandonato a se stesso”, come ha denunciato l’ASUU. In Nigeria, il finanziamento pubblico delle università rappresenta, infatti, una questione antica ed irrisolta: i fondi stanziati dal governo non erano mai sufficienti a coprire i costi dell’insegnamento e della ricerca; di fronte alle insistenti richieste di studenti e docenti, inoltre, i politici di turno si limitavano a fare promesse, mai mantenute.

Con l’ultimo accordo, però, il governo nigeriano sembra aver assicurato il suo impegno a sostegno degli atenei: il professor Ukachukwu Awuzie, presidente dell’ASUU, ha annunciato l’istituzione di un fondo di garanzia statale, che coprirà per i prossimi cinque anni i costi delle università e degli interventi di ristrutturazione necessari. Inoltre, Awuzie ha affermato che il governo intende favorire la nascita di centri di ricerca e sviluppo tecnologico, in collaborazione con aziende che già operano in Nigeria, e per questo obiettivo è intenzionato a trasferire alle università terreni e proprietà statali in disuso.

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