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24 febbraio 2012

Prufumo, Ornaghi e Passera: “Investire di più sulla cultura, oggi al collasso”

Dopo la lettera inviata da 20 studenti universitari al Presidente del Consiglio Mario Monti, questa volta sono tre Ministri del Governo a parlare del rapporto tra cultura e investimento, giovani e futuro del paese.

Il ministro dei Beni Culturali Lorenzo Ornaghi, il Ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera e Francesco Profumo Ministro dell’Istruzione in una lettera inviata al Sole 24 Ore hanno sottolineato come sia necessario investire sulla cultura italiana:

Oggi, come in altre occasioni della storia del Paese – scrivono – le prospettive di ripresa e di tenuta della coesione sociale sono legate a processi virtuosi di cambiamento che scaturiscono e sono guidati, se vogliono farsi fondamenta solide di sviluppo duraturo, soprattutto da una spinta di natura culturale: spinta che interessa le nostre prospettive, il nostro civismo, il nostro senso di responsabilità“.

I Tre propongono un cambiamento rispetto ai governi precedenti, una riforma che intende investire sulla Cultura, rappresentando un’inversione di tendenza rispetto al passato :

L’investimento in cultura, ricerca ed educazione è insufficiente” continuano, sulla spesa pubblica: “la componente impiegata nella sfera della conoscenza non può essere considerata un costo da tagliare, ma rappresenta uno dei bacini in cui spendere più e meglio creando sviluppo e occupazione“.

Scuola, università e beni culturali navigano attualmente in acque tutt’altro che tranquille anzi, per dirla con le parole dei tre firmatari congiunti della lettera, la cultura oggi è al collasso.

I Ministri mettono in primo piano la meritocrazia in ogni settore disciplinare dello studio :

Gli investimenti nell’intero sistema educativo, inteso in tutte le sue componenti di sapere umanistico, di sapere scientifico e di sapere professionale, sono i pilastri per la nascita e lo sviluppo dello spirito di cittadinaza, della cultura dei diritti e dei doveri, del valore riconosciuto delle regole, della valorizzazione del merito

In conclusione i tre cancellieri auspicano ad una cultura della cittadinanza, affinchè le parole scritte sui quotidiani non restino sulla carta, ma possano trovare applicazione nella vita del nostro Paese, eliminando tutti gli ostacoli che si frappongono alla creatività di ogni singolo cittadino, perchè è lo Stato, chiariscono, a “svolgere un’imprescindibile funzione pubblica, non a caso sancita e garantita dalla nostra stessa Costituzione“.

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