• Google+
  • Commenta
28 febbraio 2012

Ripetizioni private in aumento e “in nero”: come regolarizzarle

Ripetizioni private, i costi, come funzionano e come regolarizzarle

Ripetizioni private

Ripetizioni private

Dare ripetizioni private agli studenti è diventato un vero e proprio business. 

Soprattutto oggi, in tempo di crisi, sono molte le persone che ricorrono alle ripetizioni per guadagnare un po’ di soldi: universitari, neolaureati in cerca di lavoro, insegnanti precari o già in pensione e disoccupati in generale.

Qualcuno vi ricorre per arrotondare lo stipendio, per altri invece è l’unica fonte di entrata in mancanza di un’altra occupazione.

I costi delle ripetizioni private

I costi variano a seconda del tipo di scuola frequentata dallo studente e della qualifica professionale dell’insegnante: in media si va dai 10 ai 35 € l’ora. Se ad insegnare è uno studente, il prezzo oscilla tra i 5 ed i 10 € l’ora, tra i 15 ed i 20 € se il docente è laureato con il massimo dei voti, mentre se a dare lezione è un professore la prestazione può arrivare anche ai 35-40 €. I prezzi delle lezioni sono anche regolati sulla base della scuola frequentata dall’alunno (elementari e medie costano meno rispetto a superiori ed università) e del numero di materie insegnate.

Solitamente l’insegnante riceve i suoi studenti a casa; nel caso invece le lezioni vengano tenute a domicilio il prezzo aumenta. Allo stesso modo i costi aumentano se la lezione è individuale e diminuiscono se le lezioni sono in gruppo. Il fenomeno ha un incremento soprattutto nel periodo estivo, quando gli studenti delle scuole superiori si trovano a dover affrontare gli esami di riparazione a settembre oppure in prossimità delle sessioni di esame per gli universitari.

Variano i prezzi, le modalità di lezione, i guadagni ma qualcosa accomuna quasi tutti gli insegnanti privati: l’evasione fiscale. Quasi nessuno rilascia la fattura, facendo sì che la prestazione sia in nero. Come fare se si vuole regolare la propria attività? Si può aprire la partita IVA se convenie oppure ricorrere ai “voucher”, i buoni che regolano il lavoro occasionale di tipo accessorio. I buoni lavoro consentono al lavoratore l’accantonamento previdenziale presso l’Inps, la copertura assicurativa presso l’Inail e si può accumulare con i trattamenti pensionistici. Sono vantaggiosi anche per il datore di lavoro che può favorire della prestazione in totale legalità beneficiando anch’egli della copertura assicurativa INAIL.

Per usufruire dei “voucher” occorre dichiarare che il lavoro è di tipo occasionale, ovvero che il guadagno è inferiore ai 5000 € netti per ogni datore di lavoro nell’anno solare. Nel caso di prestazioni integrative o di sostegno al reddito, la regolarizzazione e dunque il pagamento in “voucher” è condizionato da un limite di guadagno pari a 3000€ netti complessivi per anno solare e non per singolo committente.

Google+
© Riproduzione Riservata