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15 febbraio 2012

Sanremo è Sanremo? Anche quest’anno la musica lascia spazio al varietà

A guardare il Festival di Sanremo mi vengono alla mente quelle feste di compleanno degli adolescenti. Quelle feste di compleanno delle ragazzine un po’ brutte, non ancora sviluppate in donne, in cui immancabilmente la festeggiata restava sola e tutti a fare il filo alle reginette, alle ragazze più carine che avevano già tutto al posto giusto. A Sanremo a fare la parte della padrona di casa che tutti invita e che tutti ignorano, ci pensa la musica, praticamente una comparsa nel suo stesso tempio. La reginetta è invece interpretata con immancabile fantasia di lustrini e di paillettes, dal varietà che a momenti trascende nel cabaret e a momenti si erige a guida morale del paese.

Un vecchio jingle ripeteva: perché Sanremo è Sanremo… Si, ma cosa è davvero il Festival? A guardarlo si direbbe che con la musica ha ben poco a che fare. Per alcuni è una passerella per starlette bellissime e scosciate. Per altri è una vetrina per nuovi ricchi che siedono soddisfatti e impettiti nelle poltrone dell’Ariston. Per gli ospiti è una occasione ghiotta da non perdere: tanti soldi per poche battute.

Il problema sta proprio qui: la promozione del Festival non affronta quasi mai il tema musicale, lo ignora quasi fosse una vergogna da tenere nascosta agli altri.

Si parla dell’ospite, si parla del suo cachet e del fatto che sia più o meno meritato. Ma che senso ha allora organizzare un concorso musicale in questo clima? Che vantaggio ne riceve un artista nel partecipare ad una rassegna che non lo considera realmente una attrazione?

E’ pur vero che la squadra dei cantanti somiglia tanto alle squadre di calcio di serie C, quelle composte da esordienti che per obbligo del regolamento devono essere schierati e qualche vecchio campione ormai sul punto di finire la carriera che dà un tocco di esperienza al gruppo. Senza i talent show, tanto criticati, Sanremo perderebbe in un attimo il consenso giovanile e il relativo punteggio nello share.

Insomma si cerca di accontentare tutte le fasce di età in un anomalo puzzle a strati. Sarà un caso che i migliori artisti nazionali e penso ai vari Jovanotti, Biagio Antonacci, Ligabue, Eros Ramazzotti ed altri ancora se ne tengano alla larga? Come è possibile che quella che dovrebbe essere la più importante competizione canora non veda partecipare i cantanti più importanti?

Forse i cantanti l’hanno già capito da tempo. A Sanremo la musica è finita.

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