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29 febbraio 2012

Storia della moda nel cinema.

La moda ha sempre rivestito un ruolo importante nell’industria cinematografica. Se vogliamo risalire alle origini, grazie alla creazione dello Star System e delle più importanti compagnie cinematografiche già  negli anni Venti, il cinema divenne diffusore di moda.

In questo periodo si comprese la necessità di creare degli abiti fatti appositamente per gli attori, per “soddisfare l’obiettivo”.

Tra i registi che si resero conto della grande importanza dei costumi per un film fu Cecil B.De Mille, che assunse la giovane Claire West , con quale istaurò una collaborazione durata anni.

Celebri le creazioni della West per Gloria Swanson in “Male and Female“, questo film consacrò la Swanson come la prima Diva di stile.

La fine degli anni Venti detrminò l’era delle prime icone di stile, insieme alla  Swanson, seguirono le ‘femme fatale’, rappresentate da Louise Brooks, Theda Bara e Pola Negri, tutte attrici che divennero famose anche grazie alle loro mise.

Negli anni Trenta la figura del costumista era completamente affermata, nomi come Edith Head, Travis Banton, Adrian e molti altri cominciarono a dettare il trend della stagione. I loro abiti creati per  star come Marlene Dietrich (Banton), Greta Garbo e Joan Crawford (Adrian) divennero fonte d’ispirazione per il pubblico. La costumista più premiata e famosa è senza dubbio la Head, il cui nome è associato alle star di Hollywwod che ha vestito come Grace Kelly e Audrey Hepburn.

Molti degli stili creati in quegli anni rivivono oggi, dallo ‘stile androgino’ creato da Banton per la Dietrich, fatto di tailleur pantalone e basco maschile, alla Dark Lady impersonata da Rita Hayworth nel film “Gilda“, con sigaretta in mano e vestaglia di raso e l’indimenticabile abito di satin senza spalline durante lo strip-tease sulle note di “Put the Blame on Mame”, per opera del capo-costumista della Columbia,  Jean Louis.

Dagli anni Cinquanta ad oggi, la moda rivestirà sempre più un ruolo centrale nel cinema, (a segnalare che nel 1948 venne istituito il Premio Oscar per i costumi), in primis avverrà l’ umanizzazione delle Star. Non più divinità, ma riflessi della società tramite il guardaroba. E’ il caso del costumista William Travilla, che prese il famoso abito bianco di Marylin Monroe in “Quando la moglie è in vacanza” nei grandi magazzini! Non solo Hollywood ma anche la nostra Cinecittà contribuì ad influenzare il mondo della moda e dello spettacolo, basti pensare a Sofia Loren, Silvana Mangano e Gina Lollobrigida.

Il fermento di quegli anni portò alla ribalta i gandi atelier come Gattinoni e Le Sorelle Fontana, quest’ultime firmarono gli abiti del film di AntonioniLe Amiche“.

Dagli anni Sessanta, si passerà dal costumista allo stilista, esempio su tutti: la collaborazione Givenchy con Audrey Hepburn , che vestì l’attrice in “Colazione da Tiffany” , “Sabrina” e “Cenerentola a Parigi“. Il legame stilista- cinema negli anni diverrà più forte, grandi nomi come Armani, Cerruti, Jean Paul Gaultier , Chanel e Dolce & Gabbana  vestono ancora il cinema mondiale.

 

 

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