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12 febbraio 2012

Ungheria: tagli e austerità a spese dell’istruzione

Gli studenti ungheresi sono scesi in piazza contro le misure economiche annunciate dal governo

La scorsa settimana, migliaia di studenti hanno occupato piazza Deák Ferenc, nel centro di Budapest, per protestare contro le radicali misure di austerità imposte dal governo ungherese. La nuova legislazione, in fase di approvazione da parte del parlamento magiaro, prevede numerosi tagli al bilancio sociale che andranno a colpire principalmente welfare ed istruzione superiore.

Gli studenti ungheresi si sono schierati sin da subito contro i provvedimenti del governo, ritenuti inefficaci e, in alcuni casi, lesivi della libertà accademica e personale. In particolare, come riportato dall’Unione degli Studenti Europei (ESU), la nuova legge sui prestiti universitari limiterà la possibilità per gli studenti ungheresi di lavorare all’estero. Dal prossimo anno, infatti, gli studenti magiari che richiederanno un prestito governativo per poter studiare all’università, saranno obbligati a lavorare in Ungheria per un periodo equivalente al doppio della durata dei loro studi.

Allan Päll, segretario dell’ESU, ha espresso stupore per una misura che poco si concilia con la vigente legislazione europea. “Il governo ungherese – ha affermato Päll – sta facendo a pezzi il budget dell’istruzione come un macellaio impazzito, senza preoccuparsi di rispettare i diritti degli studenti. C’è il serio rischio che l’Ungheria diventi una prigione a cielo aperto”. Inoltre, l’ESU ha ufficialmente invitato la Commissione Europea ad esprimere un parere sulle nuova legislazione ungherese.

Nel frattempo, gli studenti ungheresi continuano la loro protesta: David Nagy, segretario dell’Unione degli Studenti Ungheresi, ritiene che le misure del governo non aiuteranno il paese ad uscire dalla crisi e non serviranno a prevenire la fuga dei cervelli. “Si devono migliorare le condizioni di lavoro – afferma Nagy – e bisogna equiparare i salari ungheresi a quelli dei paesi europei”. Il provvedimento del governo ungherese, in realtà, sembra volere condannare gli studenti: “Con queste misure di austerità – continua Nagy – a pagare di più la crisi economica saranno gli studenti e i neolaureati, proprio coloro che, in futuro, dovranno guidare questo paese”.

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