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2 febbraio 2012

Unical: aggredita una ragazza

Il campus dell’Università della Calabria da diversi anni sembra presentare un grave problema di sicurezza. Molti chiedono al Magnifico Rettore e all’amministrazione comunale la soluzione del problema dei branchi di randagi che vagano tra cubi e residenze universitarie, ma questo è sicuramente il problema minore.

In questi anni chi vive nel campus di Arcavacata ha potuto assistere a furti nelle residenze, pestaggi e atti di molestie sessuali ai danni di indifese ragazze. L’ultimo evento del genere si è registrato ieri sera, intorno all’ora di cena.

Nella zona delle case dello studente denominate “Maisonettes”, una ragazza è stata aggredita poco dopo aver messo piede fuori da casa da un balordo in passamontagna. Lo sconosciuto però, forse impaurito dalle urla delle ragazze e temendo probabilmente l’intervento di qualcuno, è scappato, e per fortuna l’aggressione non si è trasformata in qualcosa di più grave.

Non si può negare la gravità del fatto. E degli interrogativi a questo punto sono leciti.

Il primo quesito è questo: le guardie di sorveglianza fanno il loro dovere all’interno dell’ateneo?

Un bilancio di qualche anno fa presentava alla voce “vigilanza” una spesa di 1.100.000 euro circa. Oltre un milione di euro non bastano a garantire la sicurezza degli studenti?

O forse semplicemente abbiamo a che fare con dei lavativi? Si vocifera ad esempio che in diverse occasioni i vigilanti, chiamati in casi di necessità, tutto hanno fatto tranne che accorrere in aiuto.

Negli ultimi mesi abbiamo visto una università cupamente “militarizzata”, con orde di poliziotti e/o carabinieri, in occasioni di abbattimenti di capannoni occupati, giuste proteste studentesche e conferimenti di lauree honoris causa che si sono rivelate solo una passerella per gli alti quadri dirigenziali dell’ateneo.

Ma quando si tratta della sicurezza di una ragazza che ha avuto come unica “colpa” quella di uscire nel momento sbagliato perchè un maniaco era appostato nelle vicinanze tutto quell’apparato di sicurezza che l’Unical talvolta mostra in pompa magna sparisce nel nulla.

L’ateneo cosentino vanta il primo in ordine temporale e uno dei più grandi campus italiani: ma agli studenti questo non interessa. Loro vogliono solo un campus sicuro e a misura di giovane.

Alberto De Luca

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