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11 febbraio 2012

Unisa: i predatori dell’aula perduta!

 

Seconda stella a destra  questo è il cammino  e poi dritto, fino al mattino, poi la strada la trovi da te porta all’aula che non c’è…

 

Perdonate l’incipit musicale, ma ve la ricordate la vecchia aula studio di Giurisprudenza?

 

Quella convertita in Sala Convegni quasi 3 anni orsono?

 

Lo sanno bene gli studenti di Lettere e filosofia dell’Ateneo di Fisciano e  i loro colleghi della facoltà di Giurisprudenza, costretti da allora a noiosi e, quasi sempre, infruttuosi pellegrinaggi, sballottati tra aule strapiene o accampati alla bene e meglio ovunque sia sopravvissuto anche solo una sedia o mezzo tavolino.

 

Ma si sa, le disgrazie non vengono mai da sole!

Succede così che, come per magia, insieme all’aula studio finiscono per volatilizzarsi anche i banchetti e le sedie dei dipartimenti, dove un tempo era ancora possibile fermarsi e studiare da persone civili.

 

Scene da campo profughi. Morale: arrangiatevi!

 

Messaggio che alcuni hanno recepito talmente bene che oggi camminare per i corridoi del dipartimento ha sempre più il sapore della passeggiata nella terra di nessuno.

 

Come sono lontani i tempi in cui dovevi fare i salti mortali per accaparrarti un posticino di fortuna in quel marasma di teste, borse, sedie che diventavano piramidi umane, coi fili dei pc che si intrecciavano come mangrovie. Roba che se non stavi attento ti ritrovavi faccia a terra a contare i denti. Altri tempi insomma.

 

Non che prima mancassero i disagi, intendiamoci. Ma tra la troppa grazia dei bei giorni andati e il troppo poco attuale non c’è partita. Molto meglio una volta, con tutti gli annessi e i connessi.

 

Ok che spesso lì dentro era una camera a gas (merito dei soliti signori che fumano di tutto, pneumatici inclusi), ok gli spazi ridotti, ok anche il fancazzismo dei più che in aula studio ci stavano solo a svernare e a fregare il posto a chi quel posto avrebbe potuto impiegarlo in maniera assai più proficua, ma da qui a ritrovarsi senza il becco di una sedia il passo, più che breve, è stato traumatico (e non poco!).

 

Non se la passano meglio gli studenti di Economia e di Lingue.

 

Anche qui, infatti, l’emergenza ha fatto le sue vittime.

Aule studio spesso chiuse o ridotte a magazzino, come quella di Lingue appunto, divenuta ormai una sorta di grigio deposito-discarica di plastici e materiali vari.

 

Se non è emergenza poco ci manca.

 

Specie se si considerano alcune situazioni che certo non migliorano il quadro.

 

A Scienze della formazione, ad esempio, le uniche aule aperte sono quelle in cui si fa lezione. Le altre, chissà per quale oscura ragione, rimangono vuote o addirittura chiuse, provocando uno marasma generale che somiglia sempre più spesso ad un vero e proprio esodo, una caccia all’aula snervante e, soprattutto, dagli esiti incerti.

 

Una situazione che rischia di diventare ingestibile, ma che già oggi sta creando non pochi disagi agli studenti dell’ateneo salernitano.

 

Con il risultato che le poche aule che ancora resistono sono sempre più affollate ed irrespirabili.

 

Un esempio su tutti: Farmacia, dove le aule studio sono prese d’assalto in maniera così selvaggia e fulminea che spesso già alle 8 si rischia di rimanere in piedi.

 

E le “alte sfere”? Come si pongono?

 

Risposta: non si pongono. Silenzio di tomba. Ammesso che qualcuno si sia mai davvero preoccupato di questa criticità.

 

Se ne stanno lì, nella loro algida indifferenza, sicure che anche questa passerà.

 

A noi il compito di svegliarle da questo sonno.

 

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