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16 febbraio 2012

Università degli studi di Modena e Reggio Emilia: Al via il ciclo di seminari sulla prevenzione nelle malattie del sistema nervoso centrale

Recenti scoperte effettuate da studiosi tedeschi sul ruolo dello zinco nelle malattie degenerative del sistema nervoso centrale e sulla proteina NF-kB, che pare coinvolta nel potenziamento della memoria, sono gli argomenti affrontati nel corso di una giornata di approfondimento all’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia sulle nuove frontiere raggiunte nel campo delle neuroscienze. L’iniziativa, promossa dalla Scuola di Dottorato in Scienze e Tecnologie dei Prodotti per la Salute e dalla Scuola di Dottorato in Neuroscienze dell’Ateneo emiliano, porterà a Modena gli stessi autori di questi fondamentali ricerche.

Questo l’obiettivo di un ciclo di seminari che prenderà il via lunedì 20 febbraio 2012 alle ore 14.30 presso l’Aula B del Dipartimento di Scienze Farmaceutiche dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, che consentirà di fare il punto riguardo a studi sullo zinco, un elemento che pare essere utile per la prevenzione nelle malattie del sistema nervoso centrale, ed alla proteina NF-kB che, secondo recenti scoperte, sembra essere coinvolta nel potenziamento della memoria.

Ad aprire l’interessante incontro sarà il dott. Andreas Grabruker dell’Università di Ulm (Germania), che collabora con il Centro modenese Te.Far.T.I. del Dipartimento di Scienze Farmaceutiche nella ricerca di cure per le patologie neurodegenerative. A lui il compito di illustrare il “Ruolo dello zinco nella plasticità sinaptica e come causa possibile di sinaptopatie”.

 

L’omeostasi di ioni metallici, quali lo Zinco, è essenziale per la corretta funzione cerebrale. Inoltre, sono moltissimi, ed in costante aumento, i disturbi psichiatrici e le malattie neurodegenerative per i quali è stata dimostrata una dis-regolazione dei livelli cerebrali di  Zinco. Tra questi, morbo di Parkinson, malattia di Alzheimer, schizofrenia, deficit di attenzione e iperattività, depressione, sclerosi laterale amiotrofica, sindrome di Down, sclerosi multipla, malattia di Wilson e il morbo di Pick. Pertanto, la possibilità di modificare i livelli di zinco a livello del Sistema Nervoso Centrale sta emergendo come un nuovo bersaglio per la prevenzione ed il trattamento di malattie psichiatriche e neurologiche.

Durante l’incontro, il Dr. Andreas Grabruker evidenzierà il ruolo dello zinco nella dinamiche delle proteine postsinaptiche, ovvero poste dopo le terminazioni nervose, con particolare riferimento a malattie neurodegenerative come Alzheimer e nei deficit di memoria.
Successivamente l’incontro proseguirà affrontando un altro tema molto attuale, “Il ruolo delle IKK/ NF-kB  e di Insulin-like growth factor 2 nella sinaptogenesi e nella maturazione delle sinapsi”, sul quale si concentrerà il contributo del dott. Michael J. Schmeisser dell’Università di Ulm (Germania).

Il ciclo di seminari è reso possibile anche grazie al finanziamento relativo al progetto comune che vede come coordinatori il dr. Grabruker e il dr. Giovanni Tosi del Centro Te.Far.T.I. dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia “Valutazione di carrier nanoparticellari modificati per il superamento della Barriera Emato-Encefalica per il direzionamento cellulo-specifico di farmaci al Sistema Nervoso Centrale”, relativo al bando VIGONI, programma di scambio di ricercatori tra le istituzioni universitarie italiane e tedesche, in atto dal 1992, finalizzato a intensificare la cooperazione scientifica tra gli atenei dei due Paesi.

 

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