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26 febbraio 2012

Università dell’Aquila: non perdiamoci di vista

Ha avuto luogo a Roma, dal 23 al 25 febbraio, il Convegno Nazionale della Società Italiana Trapianto di Cornea (SITRAC), un evento dalla caratura indiscussa che ha visto tra gli illustri invitati il Prof. Leopoldo Spadea della Clinica Oculistica – Ospedale San Salvatore, Università degli Studi dell’Aquila.

Si sono riuniti i maggiori esperti nazionali ed internazionali per discutere dell’innovativa metodologia di trapianto della cornea dovuta maggiormente, tra le tante patologie esistenti, al cheratocono: una malattia ereditaria, che generalmente colpisce entrambi gli occhi e fa assumere alla cornea una forma conica, producendo agli affetti notevoli distorsioni delle immagini ed una visione confusa sia da vicino che da lontano.

Nel mondo sono circa 100.000 i trapianti che si effettuano ed è perciò ritenuto un intervento chirurgico di routine ma la sua rilevanza non va di certo valutata alla stregua della periodicità con cui si effettua; viene sempre messa in gioco la vista del paziente, la sua visione del mondo, dei colori, dei volti, la sua vita.

Il Prof. Spadea è considerato un luminare in questo campo, basti pensare che a l’Aquila negli ultimi venti anni sono stati effettuati circa 1400 trapianti di cornea e ciò rende onore agli studi che sono costantemente condotti dall’equipe medica del professore e da tutto il laboratorio di ricerca dell’Ospedale San Salvatore.

In queste giornate l’illustre professore ha presentato relazioni sui lavori condotti e ha eseguito in diretta un’operazione su una paziente affetta da cheratocono, utilizzando la nuova tecnica chirurgica “lamellare” con il laser ad eccimeri, che consiste nel rimuovere lo strato alla base della cornea donata, salvando quella del paziente, scongiurando così il fatidico problema del rigetto che spesso pone a rischio i casi di trapianto. Veri e propri interventi fatti su misura di paziente sono quelli effettuati con tale tecnica.

Ennesima dimostrazione della crescita e dell’impegno che, nel campo della ricerca italiana, viene condotta dalle università per continuare ad affrontare ardentemente e con cognizione di causa problematiche, come quelle mediche, di grande impatto etico e soprattutto sociale. Cuore e testa se impiegati nel giusto modo vanno avanti lo stesso, anche contro quelle mancate sovvenzioni alla ricerca che spesso sono perse di “vista” dalle istituzioni.

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