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29 febbraio 2012

University of Virginia: continua lo sciopero della fame degli studenti

Continua ormai da dodici giorni lo sciopero della fame da parte di venti studenti dell’ University of Virginia Charlottesville campus (UVA). La protesta è stata organizzata dal Living Wage Campaign, un gruppo studentesco che si batte per l’aumento dello stipendio degli impiegati ad ore presso l’UVA.

La richiesta è di fare in modo che i salari siano di 13 dollari all’ora e tengano conto anche dell’inflazione. Attualmente, infatti, l’Università paga i dipendenti 10,65 dollari l’ora e il gruppo studentesco afferma di non considerare contratti di lavoro che hanno come paga il minimo statale di 7,25 dollari ad ora.

Il Living Wage Campaign ritiene che l’aumento sia un dovere morale da parte dell’ Università, tuttavia le continue manifestazioni di protesta non si sono rivelate sufficienti per attirare l’attenzione dell’ amministrazione.

È per questo, spiega Joseph Williams, un giocatore di football della Facoltà ma, soprattutto, uno degli scioperanti, che gli studenti sono stati “costretti” ad intraprendere una protesta di “effetto” per raggiungere il proprio scopo. Egli scrive sul blog del filmmaker Michael Moore che, come tutti gli altri protestanti, è esausto, affamato, ha la gola secca per le urla, ma crede fermamente che sia una sua responsabilità, in quanto membro della comunità dell’UVA, ma soprattutto, in quanto membro della razza umana, alzarsi e gridare per tutti coloro le cui voci sono state messe a tacere.

Ancora un altro scioperante sottolinea come l’Università della Virginia sia una delle migliori, ma difficilmente continuerà ad esserlo se ha alle sue spalle lavoratori sottopagati e sfruttati.

D’altra parte i funzionari universitari replicano che il gruppo studentesco non ha alcuna voce in capitolo in problemi riguardanti l’amministrazione.
Aggiunge Teresa Sullivan, presidente dell’ UVA, in un e mail al corpo studentesco, che l’Università non ha l’autorità di stipulare un salario per vivere, requisito che deve essere pagato da imprenditori privati.

Lunedì gli scioperanti hanno incontrato il presidente Sullivan e altri funzionari, ma hanno dichiarato l’intenzione di continuare il proprio sciopero fin quando non verrano soddisfatte tutte le loro richieste.

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