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3 febbraio 2012

Vendola chiede a Profumo un incontro con i rettori pugliesi

Non si può proprio dire che la cassetta della posta (o, in alternativa, la casella email) di Francesco Profumo corra il rischio di svuotarsi di punto in bianco.

Pressochè contemporaneamente alla lettera di Antonella Riem, docente dell’università di Udine che ha esposto tutte le proprie perplessità relative alla direzione che il sistema universitario sta prendendo, un altro importante appello ha raggiunto il ministro dell’Istruzione, questa volta da parte di un’illustre personalità della politica italiana.

Trattasi del leader di Sinistra, ecologia e libertà, Nicky Vendola, il quale ha scritto a Profumo in merito a varie questioni, in particolare l’attuale suddivisione dei fondi universitari, a suo parere quantomeno discutibile.

In veste di Presidente di Regione, Vendola ha richiesto a Profumo la disponibilità per un incontro con i rettori delle varie università pugliesi, in modo da aprire un tavolo di discussione che permetta di individuare strade alternative per quel che riguarda i criteri di finanziamento riservati agli atenei.

Il tutto, va detto, partendo dal presupposto, semplice ma ampiamente condivisibile, secondo cui la crescita di un Paese risulta incentivata “se cresce la cultura della maggior parte della sua popolazione e che sia un obbligo di civiltà investire nelle intelligenze e nei talenti, nella formazione e nell’alta formazione.

Il segretario di SEL rivendica in primis l’impegno profuso negli ultimi anni in favore degli atenei pugliesi, che dichiara di considerare “una grande risorsa per la mia regione e non solo in termini di sviluppo economico (penso al contributo di una piccola e giovanissima Università come quella di Foggia allo sviluppo della Capitanata), ma anche in termini di sviluppo sociale e culturale dell’intero territorio.

Una delle priorità del governo regionale – afferma Vendola – è stata da sempre quella di investire nel sistema universitario, soprattutto attraverso l’utilizzo dei fondi europei, con progetti come il finanziamento di dottorati, di master, di borse di ricerca in collaborazione con il sistema produttivo pugliese, o utilizzando le risorse Fas sin dall’APQ per la ricerca del 2005/2008, fino ad arrivare al Piano per il Sud recentemente approvato, in una stretta collaborazione tra governo, regione, sistema universitario.

Nord vs sud: è possibile che il sistema universitario si ritrovi al centro dell’ennesima opera discriminatoria nei confronti del meridione? Per Vendola è proprio così: “le università pugliesi in questi anni hanno molto lavorato per risalire la china di un diffuso, e non sempre giustificato, “pregiudizio” nei confronti delle università meridionali.

Il Presidente tiene ad ogni modo a ricordare come gli atenei della sua regione abbiano dato vita ad una “ Federazione delle università pugliesi (che comprende anche l’Università della Basilicata e l’Università del Molise) che lavora in maniera solidale al rafforzamento dell’intero sistema. E mi rallegra molto il prestigioso riconoscimento al Politecnico di Bari da parte del SIR 2011 World Report o la buona posizione dell’Ateneo di Bari nel ranking del Times Higher Education 2011/2012.

A preoccupare Vendola, piuttosto, sembra essere altro; in particolare, come già accennato, i criteri di ripartizione del fondo di finanziamento ordinario che, al pari di altre questioni controverse quali “la suddivisione tra Università virtuose e non, l’accreditamento, previsto dalla legge Gelmini, delle sedi universitarie e dei corsi di studio”, rischierebbero seriamente di “penalizzare una realtà in movimento, che vede straordinarie eccellenze e grande dinamicità nella ricerca e nella didattica.

Vendola conclude sottolineando la necessità, per la Regione Puglia, di mantenere a pieno regime le proprie università: “ne abbiamo bisogno per qualificare sempre di più il nostro territorio che ha ancora sacche di deprivazione sociale e culturale, ne abbiamo bisogno per fermare la fuga dei cervelli e per prendersi cura dei cervelli che non possono fuggire. E per questo stiamo lavorando, anche se il tempo non ci è amico.

Francesco Ienco

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