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3 marzo 2012

Contro la riforma Gelmini. Si, ma per proteggere la casta.

La maxi inchiesta condotta dai pm della Procura di Bari, Renato Nitti e Francesca Romana Pirrelli, pone nuovamente al centro dell’attenzione la figura dell’ex-ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini. Sono 22 i professori indagati e 11 gli Atenei italiani coinvolti.

Secondo le numerose pagine del fascicolo, una lobby di docenti universitari avrebbe tentato di ostacolare il ministero dell’Istruzione al fine di impedire la realizzazione dei cambiamenti nelle procedure di formazione delle commissioni e di valutazione dei candidati durante i concorsi.

Attraverso le numerose intercettazioni si è scoperto che i baroni universitari avrebbero manipolato diversi concorsi pubblici per l’assegnazione di borse di studio e bandi di dottorato di ricerca in diritto pubblico. I docenti coinvolti, con un fare tipico dell’epoca decadente che stiamo vivendo, erano preoccupati di dover rinunciare alla possibilità di “gestire” i meccanismi di scelta dei candidati e di perdere così il controllo dei bandi. Sarà colpa del sorteggio delle componenti della commissione esaminatrice?

Un altro “insormontabile ostacolo” sarebbe stato il pericolo di introdurre un codice etico tale da vietare a parenti di lavorare all’interno dello stesso dipartimento. I fatti risalgono al periodo che va dal 2006 al 2011 e attraverso le ricche intercettazioni è stata scoperta la stipulazione di veri e propri “patti” tra le persone coinvolte in questo gioco sporco.

Diversi sono i reati ipotizzati dai magistrati, tra cui falso ideologico e associazione per delinquere finalizzata alla corruzione.

Di fronte a questo genere di fatti qualsiasi giudizio rischia di apparire superfluo, in particolare in questo caso. Si tratta infatti di una vera e propria offesa nei confronti delle migliaia di studenti che hanno sostenuto una lunga lotta per far valere i propri diritti, opponendosi a una riforma che ha indebolito ulteriormente il nostro sistema d’istruzione. Un insulto rivolto, inoltre, ai docenti che operano con senso di responsabilità, amore per la cultura, e dedizione.

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