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30 marzo 2012

Cus Roma, un affare tutto italiano

Il centro polifunzionale del Cus Roma, il Centro Universitario Sportivo capitolino, un’oasi di 97000 metri quadri sita sulla suggestiva ansa del Tevere a Tor di Quinto, negli ultimi due anni è stato protagonista di un’accesa querelle tra istituzioni e governanti ai vertici del Cus caratterizzata da denunce, lettere anonime e ricorsi in appello che hanno infangato non solo la città, ma, verrebbe da dire, l’intero sport nazionale.

Tanti gli impianti sportivi lasciati al degrado. Una situazione insostenibile per ogni amante della pratica sportiva come Paolo Piersanti, giornalista e padre di Nikos, da 7 anni giocatore di rugby nelle giovanili del Cus Roma. Piersanti ha stilato un interessante dossier sulla storia recente, tutta italiana, del Cus, caduto vittima di interessi personali e omertà.

Nel dossier di Piersanti si legge di come l’ormai ex presidente degli impianti sportivi capitolini, Alberto Gualtieri, si sia messo contro la sua stessa Federazione di riferimento, il Cusi (Centro Universitario Sportivo Italiano) e l’Università di Roma La Sapienza, ovvero il padrone di casa, facendo precipitare la situazione.

Già nel 2003 il Cus aveva accumulato un debito, poi rateizzato, nei confronti dell’Ateneo di ben 838.000 euro, a cui erano seguite le spese per i lavori di ristrutturazione e di riqualificazione degli impianti di Tor di Quinto (2.832.000 euro). Di conseguenza, nel maggio 2010, il Rettore Luigi Frati comunicò al Cusi di non voler rinnovare la convenzione al Cus Roma per la gestione degli impianti sportivi.

Seguì il commissariamento del Cus avviato dal presidente del Cusi, Leonardo Coiana, sulla base della delibera del Cda della Sapienza, ed il ricorso del caparbio Gualtieri all’Alta Corte di Giustizia del Coni, a seguito di cui venne reintegrato indicendo subito un nuovo Comitato Direttivo.

Come si evince dal dossier, Coiana avviò immediatamente un secondo commissariamento nel gennaio 2011 incaricando il presidente del Cus Genova, Mario Nasciuti. Recenti sono le notizie di una definitiva radiazione di Gualtieri dal Cus Roma su disposizione commissariale ed il rinnovo della convenzione da parte dell’Università (gennaio 2012).

A fine aprile un nuovo corpo dirigente prenderà in mano il domani del Cus Roma, ed il Commissario incaricato, Mario Nasciuti, si augura che in futuro ci si rapporti in modo stretto con gli studenti e con il Comitato per lo Sport presieduto alla Sapienza, e che l’attenzione della dirigenza del Cus non sia più rivolta alle attività a fini di lucro.

Come tiene a ricordare lo stesso Nasciuti, infatti, gli impianti sportivi erano utilizzati spesso come fonte di reddito, finalizzati all’organizzazione di eventi, e non come strutture al servizio degli studenti.

Entro il 17 aprile 2012 Nasciuti eleggerà il nuovo Consiglio Direttivo del Cus Roma che sarà in carica per i prossimi quattro anni. Le risorse saranno costituite dai finanziamenti ministeriali (circa 250000 euro) e dai 450000 garantiti dall’Ateneo (insieme il 50% del bilancio totale). Inoltre contribuiranno i soci e le convenzioni esterne di uso degli impianti. Il Cusi impiegherà una cifra di poco inferiore ai 50 mila euro.

La speranza di Piersanti, a conclusione della sua inchiesta, è che il Cus torni ad essere protagonista assoluto della vita dei giovani sportivi, e che dalle ceneri di questa indecorosa vicenda, che non vede un colpevole preciso ma tanti correi protagonisti, prenda il via un nuovo e degno capitolo della storia del primo storico nucleo sportivo nato nel 1945.

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