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20 marzo 2012

Guido Calabresi: da New York a Macerata per parlare del mestiere del giudice

Il 19 Marzo Guido Calabresi, giudice federale della corte d’appello di New York e professore alla Yale Law School – di cui è stato anche preside per 9 anni -, è tornato in Italia, dietro invito dell’Università degli Studi di Macerata, per dare il via alla prima edizione delle Alberico Gentili Lecturesattivate dalla Facoltà di Scienze politiche. L’intenzione dell’ateneo maceratese è quella di istituire cattedre di visiting professor intitolate ai più grandi personaggi e umanisti del passato e la tre giorni diretta dal noto giudice italiano naturalizzato americano è il primo passo verso un’internazionalizzazione della facoltà.

La storia di questo uomo che ha fatto a suo modo grande l’America con il suo ruolo di giudice federale e di professore, tra i suoi allievi noti giudici e senatori, è presto detta: giunto bambino in America su di un barcone insieme alla sua famiglia, fuggitiva per motivi politici da un’Italia oramai in mano al fascismo, il suo percorso di studi lo porta prima alla laurea in economia e poi a quella di giurisprudenza, entrambe cum laude all’Università di Yale , da qui il via verso una sfolgorante carriera che lo rende il più giovane professore di ruolo che Yale abbia mai avuto.

Guido Calabresi, inoltre, è famoso in America per le sue battaglie contro la pena di morte e non a caso, proprio durante la prima lezione maceratese, quello che più volte viene messo in risalto dalle sue parole è l’attenzione ad una umanità della giurisprudenza: “ricordate che il diritto è il modo di cambiare il mondo, il mondo vero, quello di ogni giorno. […] perché il diritto, in fondo, è come trattare meglio le persone” ha esordito. Per l’esimio professore, il diritto va quindi affiancato a una sorta di empatia il cui scopo è comprendere l’uomo che si trova davanti alla giustizia, chi è quell’uomo e cosa lo ha portato a quel punto.

Insomma, come direbbe Guido Calabresi, se volete essere buoni giudici “Non perdete il vostro idealismo.”

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