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4 marzo 2012

Homo Sapiens grazie all’olfatto!

Un senso dell’olfatto più sviluppato sarebbe alla base della differenza evolutiva tra l’Homo sapiens e l’Homo Neanderthalensis.

Lo studio è stato pubblicato su Nature Communication con il titolo : “Evolution of the base of the brain in highly encephalized human species

Tra gli studiosi compare anche Giorgio Manzi  professore di paleoantropologia presso il dipartimento di biologia ambientale dell’Università la Sapienza di Roma, dove dirige il Museo di antropologia Giuseppe Sergi. Ecco cosa emerge dalla ricerca.

L’aumento delle dimensioni del cervello rispetto al corpo  è intimamente legato con l’evoluzione umana. Tuttavia, due linee evolutive diverse geneticamente, i Neanderthal e gli esseri umani moderni, hanno prodotto in modo simile, specie caratterizzate da grandi cervelli. In termini di quantità, infatti, la massa encefalica tra le due specie è praticamente la stessa. I diversi percorsi evolutivi hanno attribuito, però, per quanto riguarda la conformazione, ai Neanderthal un cranio a forma di palla da rugby e all’Homo sapiens uno più tondeggiante simile ad una palla da calcio.

Lo studio per questi motivi, è basato sulla comprensione dell’evoluzione del cervello umano in funzione della riorganizzazione cerebrale intimamente connessa alla variazione della forma, piuttosto che del peso.

A questo scopo sono state utilizzate tecniche di imaging per evidenziare le strutture interne dei crani umani fossili, appartenenti alle due specie. Per quantificare la forma della base del cervello, alle immagini sono state applicate procedure di morfometria tridimensionale. Il modello virtuale ottenuto ha permesso  di ricostruire la superficie del cervello e le strutture poste alla base del cranio.

I risultati hanno rivelato importanti differenze nell’organizzazione delle aree cerebrali : l’ Homo Sapiens ha sviluppato in modo differente alcune aree, come i lobi temporali ( coinvolti nelle funzioni linguistiche, mnemoniche e sociali ) e i bulbi olfattivi, che sono più grandi, quasi del 12% , rispetto a quelli dei Neanderthal.

Secondo Manzi et al, queste modificazioni nella conformazione delle strutture encefaliche potrebbero essere indicativi di importanti novità evolutive. Il ricercatore spiega che i bulbi olfattivi nell’uomo sono importanti nel riconoscimento degli odori e sono strettamente connessi alla sfera dell’ emotività e della socialità. I circuiti neuronali dell’olfatto, infatti, sono collegati tramite il sistema limbico con quelli della memoria e delle emozioni. Ciò rende comprensibile il perché siano tanto intensi i ricordi associati ad odori, o il perché l’olfatto è capace di influenzare aspetti del nostro atteggiamento e delle nostre relazioni interpersonali. Se ne deduce, che un loro accrescimento, potrebbe  aver avuto una ripercussione positiva nell’evoluzione processi cognitivi e sociali umani come: il riconoscimento della parentela, il rafforzamento delle relazioni familiari, della coesione di gruppo e dell’apprendimento sociale.

Manzi spiega cosi il probabile successo evolutivo dei sapiens:

“Alla base del processo di encefalizzazione che ha portato all’evoluzione del nostro cervello potrebbe esserci una spinta sociale. Lo sviluppo del cervello avrebbe quindi seguito quello delle relazioni sociali tra gli esseri umani che sono divenute, nel corso dell’evoluzione, sempre più articolate e complesse”.

Fonte:  (http://www.nature.com/ncomms/journal/v2/n12/full/ncomms1593.html).

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