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14 marzo 2012

Il Grande Corruttore: incontro con Giuseppe Pititto tra letteratura e attualità

Giuseppe Pititto presenterà, in un incontro in programma venerdì 16 marzo alle ore 16 presso l’Aula Magna della Facoltà di Giurisprudenza di Roma Tre, il suo esordio letterario intitolato Il Grande Corruttore, edito da Fazi Editore e disponibile nelle librerie italiane fin dal 18 novembre dell’anno scorso.

Un’opera letteraria tendente al thriller, descritta dalla critica come dura, spietata, intrisa di una violenza aspra, mai indulgente, che sostiene una forte denuncia dello stato morale ed etico delle nostre istituzioni.

La trama è semplice e diretta: una giornalista impegnata all’estero, più precisamente nello Yemen, viene barbaricamente assassinata in quanto scopre, casualmente, un traffico illecito di armi al cui capo vi è il Ministro degli Interni italiano, attualmente in corsa per la Presidenza della Repubblica. In un primo momento il procuratore della Repubblica di Roma, incaricato delle indagini, si presta ad archiviare il caso come un tragico e sfortunato incidente. L’inchiesta finisce però nelle mani di un giovane magistrato, cane sciolto che si muove al di fuori della rete di privilegi e protezioni costruita dal potente ministro incriminato, che si ritroverà a gestire il caso in totale stato di isolamento, trovando di fronte a lui un muro di silenzi, tanto nelle stanze della politica quanto nelle redazioni dei giornali e nelle forze dell’ordine.

Il romanzo risponde efficacemente ad un duplice intento. Da una parte infatti esso è in tutto e per tutto una lettura d’evasione, di quelle molto in voga nell’ultimo decennio nella letteratura italiana e che mantiene tutte le caratteristiche proprie del genere: intreccio avvincente, tensione altissima e suspense sono gli ingredienti principali di cui si nutre una scrittura semplice che mira a coinvolgere il lettore sin dalle prime pagine. D’altra parte però è innegabile, ed è forse l’aspetto più interessante e fecondo, il fatto che questa è una storia costruita per essere paradigmatica, che ripone il suo significato profondo in una trama pensata per essere al tempo stesso specchio e denuncia della realtà politico-istituzionale italiana.

Giuseppe Pititto è attualmente giudice della Corte di Appello Penale di Roma, ma è stato al centro di alcuni dei più oscuri casi giudiziari italiani degli ultimi anni, avendo indagato, tra gli altri, sull’omicidio di Ilaria Alpi e sui massacri delle Foibe. Personaggio quindi di alta caratura istituzionale e di profonda esperienza, sceglie di riproporre in versione divulgativa il tema della corruzione delle istituzioni italiane.

Un tema che, purtroppo, non può ancora essere considerato anacronistico in un paese che vede sfaldarsi il consiglio della più importante regione economica, la Lombardia, proprio per accuse di corruzione negli stessi giorni in cui torna in primo piano la supposta trattativa tra Stato e Mafia degli anni ’90. Ma un tema che sarebbe comunque pericoloso vedere solamente in un ambito di politica alta, dimenticandosi di tutti i piccoli burattinai locali, che muovono e smuovono la politica di piccoli centri o di quartieri di periferia delle grandi città indisturbati, facendo il buono e il cattivo tempo forti del loro denaro o del loro potere politico.

L’argomento è quindi attualissimo e sarà molto interessante ascoltare le riflessioni del Presidente della Camera Gianfranco Fini, ospite d’eccezione alla presentazione, insieme a quelle di Antonio Di Bella, direttore di Rai Tre, i quali discuteranno con gli studenti e con lo stesso autore del libro dopo l’introduzione del direttore della Scuola di Specializzazione per le professioni legali Mauro Catenacci.

Per informazioni

Mauro Catenacci: tel. 06/57332540; e-mail mcatenacci@uniroma3.it

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