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14 marzo 2012

Italia come? L’università si interroga su riforme elettorali e assetti istituzionali

Il convegno si terrà sabato 17 marzo dalle 9.30 alle 13 presso Alma Graduate School a Bologna.

Mattarellum e porcellum. Proporzionale e maggioritario. Alla francese, alla tedesca e alla carlona. Per la maggior parte degli italiani questi sono soltanto concetti vuoti, astratti, privi di un significato concreto. Invece sono essenziali per un paese che rivendica la propria sovranità popolare, per uno stato che cerca di rialzarsi e di trovare una politica migliore e che governi veramente questo paese, invece di vivacchiare.

Ma se le discussioni in materia sono state spesso strumentalizzate dalla classe politica nostrana, il mondo accademico è pronto a dare il proprio personale contributo e a cercare di rivitalizzare un dialogo svuotato nella logica partitica del muro contro muro.

Per questo il neonato Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Bologna promuove il convegno Italia, come? Legge elettorale e riforma delle istituzioni, che si terrà sabato 17 marzo dalle 9.30 alle 13 presso Alma Graduate School a Bologna.

Il convegno sarà un vero e proprio dibattito aperto a tutti, grazie al web 2.0 che permetterà un oscambio attivo di idee e contributi. Temi cardine dell’incontro saranno la struttura e il funzionamento del sistema partitico e i rapporti e gli equilibri tra le principali cariche politiche e il parlamento.

Da questi argomenti si snoderanno considerazioni su argomenti attualissimi, come il potere dell’elettore e il valore di una rappresentanza sempre più frammentata, il finanziamento pubblico ai partiti e la selezione della classe dirigente.

Il convegno, introdotto dal direttore del Dipartimento Fabio Giusberti, vedrà la partecipazione di un parterre d’eccezione: personalità note come la politologa Sofia Ventura e Angelo Panebianco, coadiuvate da professori del settore come Filippo Andreatta, Aldo Di Virgilio, Daniela Giannetti, Roberto Grandi, Pietro Ignazi Gianfranco Pasquino.

Ma protagonisti sarà il mondo del web, quello che maggiormente spinge sul valore della rappresentanza e sulla voglia di essere protagonisti: attraverso Twitter, utilizzando l’hashtag #italiacome, si potrà partecipare arrivamente al dibattito. Il fine è quello di innalzare la qualità di un dibattito molto spesso svilito dalle dirette parti in causa.

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