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8 marzo 2012

Marie Curie, la piccola sognatrice di Varsavia

L’associazione studentesca della facoltà di Chimica dell’Alma Mater, l’Oasi Felice, ha dedicato la giornata del 7 marzo al ricordo dell’ostinato genio di Marie Curie, la conferenza tenuta dal professor Luigi Dei, introdotto dal professor Marco Taddia, ha reso merito agli esiti scientifici di una delle eroine del secolo scorso.

Una bambina curiosa, dotata, speciale rimase fatalmente incantata dalle ampolle e dagli strumenti chiusi nella vetrina dello studio paterno. Un colpo di fulmine che molti anni più tardi genererà lampi di genio nella mente di quella bambina diventata donna.

Marie Slodwska, che scoprì il radio e divenne una delle scienziate più famose che il mondo abbia mai avuto, nacque a Varsavia, in Polonia, il 7 novembre 1867. Studiò alla Sorbona, l’università che fu definita secoli prima “la sintesi dell’universo”, il luogo che Lutero descrisse come la scuola più famosa ed eccellente.

Lavorò per mantenersi gli studi presso la facoltà di scienze e risparmiava la sua piccola rendita conducendo una vita bohèmienne, o piuttosto di stenti in una stanzetta parigina mal riscaldata e pressoché spoglia.

Dopo essersi laureata in fisica ed in matematica, fu in laboratorio che conobbe Pierre Curie, scienziato che divenne il compagno delle sue ricerche scientifiche e della sua vita, padre delle sue due figlie: Eve e Irène. Marie non smette di ripetere loro: “Siete la mia più grande ricchezza“.

Nel 1903 fu insignita del premio Nobel per la fisica (assieme al marito e ad Antoine Henri Becquerel) e, nel 1911, del premio Nobel per la chimica per i suoi lavori sul radio. Nonostante la popolarità, Marie Curie rimase sempre schiva e riservata.

Non ama le mondanità, quasi tutti i suoi amici sono nel mondo scientifico. «Ho trovato con molto piacere Einstein al mio arrivo a Ginevra. Abbiamo preso l’ abitudine di vagabondare insieme chiacchierando del più e del meno». L’ inventore della teoria della relatività è come lei amante della montagna, insieme hanno fatto escursioni a Brunico. «È il miglior scienziato che io conosca», diceva Einstein chiamandola al maschile. Lei lo convince a partecipare alla Commissione internazionale per la cooperazione intellettuale. Creata nel 1922 a Ginevra doveva favorire la pace mondiale e sancire che «la scienza è un bene comune dell’ umanità». Le riunioni con gli altri scienziati sono spesso complicate ed estenuanti. «Sono uscita a fare una piccola passeggiata in città ma è stata solo una rapida distrazione perché sono schiava di questa commissione che è impegnativa almeno quanto il suo nome».(di Anais Ginori, Le tre ragazze Curie. Mamma Nobel scrive alle figlie)

Rimasta vedova, continuerà la sua ricerca, con dedizione. Le uniche pause concesse erano lunghe passeggiate meditative ai Jardins du Luxembourg. Fino allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, quando diede ulteriore prova di audacia e generosità andando nei campi di battaglia per prestare soccorso, a bordo di unità chirurgiche mobili, chiamate petites Curie, che le permettevano di usare i raggi X per localizzare proiettili sul corpo dei soldati.

«Ho scritto le mie volontà testamentarie – avverte Marie Curie nel 1934 – le troverete nel cassetto superiore del mobile del salone». Anche questa volta alle figlie aveva consegnato parole di amore e un’ ultima richiesta. Fare buon uso di un grammo di radio appena acquistato, come fosse un terzo figlio.

Tanto altro ci sarebbe da dire dell’esperienza umana di questa donna. Rigore ed abnegazione declinati alla luce della differenza femminile, ossia quella carica di potenza e autorevolezza che non conoscono padroni nè misure nella libertà di pensiero ed azione.

Grazie a Marie Slodowska per quello che ha dato al mondo da parte di studiosi e studiose. Grazie anche da parte di tutte quelle, tante, bambine che si immedesimano in lei, non per il suo successo, ma per quella forza che sgorga naturale e onnipotente sin dall’infanzia, che fa sognare un destino votato alla scoperta, con fedeltà a sé e a tutti i grandi desideri che si custodiscono nella mente, oltre ogni impedimento, divieto, ostacolo, con la sregolatezza ed il coraggio di chi è presente al proprio cammino, perché, come amava ripetere Marie, nella vita non c’è nulla da temere, c’è solo da capire.

Piccola bibliografia:

–          Eve Curie, Madame Curie, Gallimard, 2010

–          Marie Curie et ses filles, Lettres, Pygmalion, 2011

–         Les Palmes de Monsieur Schutz, film diretto da Claude Pinoteau, 1997

–          Per Olov Enquist, Blanche et Marie, Actes Sud, 2006

Letteratura per l’infanzia:

–          Eileen Bigland, La storia di Madame Curie, Fratelli Fabbri editori, 1959

–          Simona Cerrato, Radioattività in famiglia, la vera vita di Marie e Irène Curie, Edit. scienza, 2003

–          Luca Novelli, Marie Curie e i segreti atomici svelati, Editoriale scienza, 2011

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