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24 marzo 2012

Bipede, origini e significato: ecco perché l’uomo cammina su due piedi

Bipede
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La posizione bipede è stata assunta milioni di anni fa da alcuni scimpanzé. Questi ultimi grazie a questa posizione riuscivano a raccogliere più cibo.

Da tempo si cerca di trovare una spiegazione plausibile all’evoluzione del bipedismo nella specie umana ed oggi, grazie ad uno studio condotto da un team di ricercatori della George Washington University, l’ipotesi più accreditata è legata alla scarsa disponibilità di cibo e all’esigenza di raccoglierne quanto più possibile quando disponibile.

Tale spiegazione scaturisce da due studi condotti in Guinea su due gruppi di scimpanzé.

Il primo studio ha visto un gruppo di scimpanzé posto dinanzi a diverse disponibilità di varie tipologie di noci di palma. Quando questi si trovavano in presenza di una piccola disponibilità del tipo più pregiato, cercavano di raccoglierne il più possibile utilizzando la bocca e gli arti anteriori e spostandosi, quindi, solo su quelli posteriori.

Nel secondo studio le risorse rese disponibili agli scimpanzé erano scarse e solo alcune di qualità nutrizionale notevole: in questo caso il 35% degli individui osservati si spostava frequentemente sui soli arti posteriori.

Entrambe gli studi confermano l’ipotesi iniziale: muoversi su due zampe permette di raccogliere più cibo e risulta l’atteggiamento più vantaggioso da assumere quando le risorse sono rare.

La selezione naturale, milioni di anni fa, ha premiato gli individui che, anche per particolari caratteristiche anatomiche, riuscivano a restare più a lungo su due zampe e questo ha portato così all’evoluzione del bipedismo nella specie umana.

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