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15 marzo 2012

Scoperto gene causa di carcinomi polmonari

La ricerca sul cancro progredisce sempre più velocemente e ottiene risultati fondamentali per la medicina.

Questa volta la scoperta è tutta italiana: un gruppo di ricercatori dell’Istituto di endocrinologia ed oncologia sperimentale del Consiglio nazionale delle ricerche (Ieos-Cnr) di Napoli, ha infatti identificato un nuovo marcatore per i tumori maligni al polmone.

Il gene si chiama cbx7 ed era già stato catalogato come oncosoppressore, cioè come un gene capace di provocare un tumore in base alla sua assenza o mutazione.

Già in precedenza, negli anni ’80 circa, lo stesso Istituto partenopeo aveva avviato delle ricerche a riguardo, scoprendo più tardi che il gene in questione è assente in casi di tumore al pancreas, al colon e alla tiroide, perlopiù in caso di neoplasie invasive.

Lo studio, pubblicato giorni fa sul Journal of Clinical Investigation e finanziato dall’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (Airc), è stato svolto su alcuni topi – detti “knock out” – in cui il gene cbx7 era stato alterato. Successivamente, la ricerca ha dimostrato che l’alterazione del gene, che lo aveva reso non funzionante, ha originato adenomi e carcinomi polmonari.

Il processo causa di queste neoplasie implica la presenza di una proteina coinvolta nel ciclo cellulare, la cosiddetta ciclina E.

La nostra scoperta” esordisce il prof. Alfredo Fusco, direttore dell’Ieos-Cnr “mostra la somiglianza del processo di sviluppo dei carcinomi polmonari tra topi ed esseri umani, e mette in luce il meccanismo dell’origine delle neoplasie, in cui avviene un incremento della ciclina E e la scomparsa del gene cbx7“.

Il gene cbx7” prosegue il prof. Fusco “è un ottimo marcatore, ci permetterà di migliorare la diagnosi e la prognosi di carcinomi polmonari e non solo. Quanto alla ciclina E, questa sarà necessaria per poter creare nuove terapie per le neoplasie polmonari“.

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