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6 marzo 2012

Tassazione universitaria oltre il limite. Studenti italiani “senza tetto”

Nuovi timori per gli universitari e clima di guerra nell’Udu a seguito dell’approvazione del documento della CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane).

Il fine del documento è quello di indicare al governo la linea da percorrere per superare il tetto massimo stabilito dalla legge per le tasse studentesche. Tutto ciò è riassunto in quattro punti nei quali si giunge infine a proporre l’abolizione della norma che prevede che la sommatoria di tutte le tasse universitarie di un ateneo non sia superiore al 20% del Fondo di Finanziamento Ordinario.

I tagli ai fondi pubblici firmati Gelmini hanno causato un notevole aumento delle tasse in numerosi atenei italiani: la carenza di risorse andrebbe così coperta con il lavoro di studenti e famiglie, vittime di una cattiva gestione della res publica.

Alcuni atenei hanno votato una tassazione ai limiti della legalità e ricca di evidenti irregolarità. È esemplare il caso di Pavia, che sforava il tasso del 20% tanto da scatenare una grande protesta studentesca e da coinvolgere il TAR della Lombardia. Quest’ultimo, concordando pienamente con l’UDU, ha condannato la prestigiosa Università lombarda a risarcire tutti i suoi studenti per una cifra che sfiora i 2 milioni di euro.

In Italia, 33 atenei su 62 hanno adottato questo sistema di tassazione “fuorilegge” e i ricorsi sembrano destinati ad aumentare, come testimonia il caso di Ferrara, Modena e Reggio.

Secondo Michele Orezzi, Coordinatore Nazionale dell’UDU, l’abolizione del “fastidioso ostacolo” rappresenta un’assenza di legalità da parte dei rettori e una vera e propria negazione del diritto allo studio.

L’Italia continua a essere ultima in Europa per numero di laureati ogni 100 abitanti, per investimenti in istruzione pubblica, mense e alloggi. Quasi il 50% degli universitari sono costretti a trovare un lavoro, impresa non facile, per sostenere i costi degli studi e dopo tagli alle borse di studio e aumento delle tasse le immatricolazioni continuano a calare, in controtendenza con gli obiettivi europei.

Disperato l’appello rivolto al ministro Profumo, affinché possa prendere in seria considerazione la gravità della situazione e riportare ordine nel sistema di tassazione degli atenei italiani. Da troppo tempo si continua infatti a ignorare il problema reale, scaricando le conseguenze sui servizi e sugli studenti.

La miopia della CRUI contribuisce al crollo dell’Università italiana che, tra tagli, riforme e indifferenza da parte dei maggiori organi accademici, è sempre più lontana dagli standard europei.

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