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8 marzo 2012

Troppa vitamina E può far male alle ossa

Una nuova ricerca, svolta dai ricercatori dell’Università di Keyo a Tokyo, mette sotto accusa gli integratori vitaminici. È risaputo che le vitamine fanno bene, ma anche che l’eccesso può provocare molti danni all’organismo; lo studio ha dimostrato come l’eccesso di vitamina E sia dannoso per le ossa e ne provochi la degenerazione e la diminuzione di massa, con tutte le conseguenze che si associano a questi eventi.

La vitamina E, il cui principale componente è il tocoferolo, fu scoperta nel 1922 da Herbert Evans e Katherine Bishop, ma i meccanismi con cui essa agisce nell’organismo erano poco noti fino a qualche decennio fa. La vitamina E si trova in molti comuni alimenti, indispensabili alla nostra dieta: negli spinaci, nei broccoli, negli olii vegetali, nella frutta secca. Se assunta nelle giuste dosi è una preziosa alleata della fertilità, un efficace antiossidante, rafforza il sistema immunitario e potenzia il funzionamento dei muscoli . In una dieta normale, in pratica, questa vitamina non può essere nociva, ma il concetto ormai troppo in voga degli integratori spinge molti soggetti ad assumerne quantità che risultano nocive.

Il team di scienziati giapponesi, guidati da Shu Takeda, è giunto alla scoperta in seguito ad alcune sperimentazioni mediante dei topi knockout. Agli animali veniva somministrata una dose simile a quella contenuta negli integratori di uso comune per individuarne gli effetti collaterali di un’assunzione nel lungo periodo: gli animali ‘imbottiti’ di tocoferolo hanno dimostrato una riduzione della massa delle ossa. Tale risultato è spiegabile in quanto un iperdosaggio della vitamina stimola la formazione degli osteoclasti, incaricati di ridurre il tessuto osseo.

Questo è stato dimostrato per i topi mediante α-tocopherol transfer protein (Ttpa): questi dimostravano un’elevata massa ossea in seguito a bassi livelli di riassorimento di quest’ultima. In sostanza con un’overdose di vitamina E verrebbe distrutta una quantità eccessiva di tessuto osseo e, se l’uomo reagisce in maniera simile ai roditori, la quantità distrutta risulterebbe maggiore di quella creata. E’ importante sottolineare che l’esperimento è stato anche condotto al contrario (che il più delle volte serve proprio a confermare la teoria di laboratorio) dimostrando che i topi con una carenza di vitamina E avevano una massa ossea importante e in buono stato.

I tessuti ossei del nostro organismo vengono continuamente rinnovate; tra i vari tipi di cellule ossee, gli osteoblasti si occupano di generare la matrice ossea, mentre gli osteoclasti sono responsabili della disgregazione di quest’ultima: «Il nostro organismo assiste a un’eterna battaglia tra osteoblasti e osteoclasti – spiega lo specialista Robert Graham, del Lenox Hill Hospital di New York City – e capire questa battaglia cellulare significa focalizzare con precisione il ruolo della vitamina E sulla salute del tessuto osseo».

L’integrazione alimentare è spesso una scorciatoia, a volte anche nociva. Il business degli integratori alimentari vanta cifre da capogiro, ma spesso si basa su ingannevoli promesse. Se si aggiunge a questo il fatto che il mercato degli integratori alimentari è un business mondiale di cifre da capogiro, ci rendiamo facilmente conto di quanto i media possano anche influenzarci troppo. Soprattutto per la cura estetica femminile l’eccessiva esaltazione degli effetti benefici della vitamina E sui radicali liberi, porta all’auto-prescrizione, quando in realtà l’organismo non ne ha bisogno.

La ricerca nipponica, pubblicata su Nature Medicine, in realtà invita semplicemente alla cautela e al buon senso, ridimensionando il ruolo degli integratori vitaminici: non si possono utilizzare in modo approssimativo e non ci sono particolari esigenze non vanno assunti.

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