• Google+
  • Commenta
3 marzo 2012

Unimore: finanziamenti per la ricerca

Sono 8 i ricercatori dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia che riceveranno una delle 38 borse di ricerca del valore individuale di 48.600 euro messe a disposizione dalla Regione Emilia Romagna attraverso il Consorzio Spinner, che ha premiato 11 progetti interateneo definiti strategici per il territorio selezionati attraverso un bando cui hanno partecipato 67 concorrenti. L’Ateneo modenese-reggiano coordinerà 3 di questi progetti che hanno per promotori la prof.ssa Elisa Molinari, la prof. ssa Maddalena Rossi ed il prof. Luca Zanni. Complessivamente gli undici progetti riceveranno finanziamenti per 1 e 846mila euro. Altre due borse di studio dedicate alla memoria di Paola Manzini assegnate a ricercatori della Fondazione Marco Biagi. 

 

L’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia sarà capofila di 3 degli 11 progetti finanziati dalla Regione Emilia Romagna con risorse del Fondo Sociale Europeo attraverso il Consorzio Spinner, che perseguono l’obiettivo di valorizzare l’investimento regionale nei settori strategici per il territorio e facilitare le opportunità di inserimento lavorativo di giovani altamente qualificati, rafforzando la collaborazione tra Atenei. I progetti modenesi-reggiani selezionati sono: il progetto della prof.ssa Elisa Molinari su “Nanoscienze: materiali e strategie emergenti per tecnologie sostenibili”, quello della prof.ssa Maddalena Rossi su “Alimenti funzionali e nutracetica applicati alla salute dell’uomo: bifido batteri probiotici, prebiotici ed attivazione di phytochemicals” e quello del prof. Luca Zanni che verterà su “Applicazioni in ambito biomedico e socio sanitario di problemi inversi di grande complessità”.

 

Tutti i progetti che hanno superato la selezione hanno un carattere multicentrico e coinvolgono ricercatori operanti su diverse sedi. Complessivamente l’iniziativa, per la quale avevano avanzato domanda di finanziamento 67 concorrenti, mobiliterà risorse per 1 milione e 846mila euro.

 

Lo stanziamento regionale consentirà l’assegnazione di 38 borse di dottorato triennali del valore di 48.600 euro ciascuna destinate ai ricercatori coinvolti nel vari progetti, che verranno così suddivise: 8 a Modena e Reggio Emilia, 13 a Bologna, 9 a Parma, 7 a Ferrara e 1 alla sede piacentina del Politecnico di Milano. L’Ateneo di Modena e Reggio Emilia, pertanto, tra il gennaio 2012 ed il dicembre 2014 per i suoi ricercatori riceverà 388.800 euro, corrispondenti al 21,06% della somma a disposizione.

 

Sono molti i motivi di soddisfazione per le decisioni regionali – ha commentato il Rettore prof. Aldo Tomasi –. Prima di tutto per il criterio altamente selettivo adottato dalla Regione nella valutazione, la qual cosa attribuisce ancora più merito alla qualità dei singoli progetti approvati. In secondo luogo Unimore, che coordinerà 3 degli 11 progetti finanziati, dimostra di poter fare affidamento su ricercatori molto validi e competitivi a tutti i livelli. In terzo luogo credo vada valorizzato il fatto che i beneficiari saranno giovani ricercatori”.

 

In accordo poi con la Fondazione Marco Biagi, Spinner 2013 ha inoltre finanziato altre due borse di ricerca per altrettanti percorsi di dottorato, dedicate alla memoria dell’onorevole Paola Manzini, l’assessore regionale alla Scuola e formazione professionale scomparsa nel 2009. Un progetto di ricerca analizzerà gli indicatori di benessere collettivo con un approccio trasversale agli ambiti di psicologia, sociologia, filosofia ed economia, mentre il secondo studierà l’evoluzione delle professioni e degli ordini in correlazione allo sviluppo del territorio.

● Progetto di ricerca: “Nanoscienze: materiali e strategie emergenti per tecnologie sostenibili” coordinato dalla prof.ssa Elisa Molinari del Dipartimento di Fisica, direttore del Centro di ricerca INFM S3

 

Il progetto si concentrerà sul valore aggiunto portato dalle nanoscienze nella direzione di produrre tecnologie sempre più sostenibili. Le nanotecnologie, infatti, consentono di ridurre le quantità di materiali utilizzati e inglobare più funzioni in un solo materiale; di sostituire materie prime rare, indisponibili o costose; di aumentare l’efficienza energetica e di raccogliere e produrre energia in forme innovative. Tre dei dottori di ricerca che saranno formati, per esempio, stanno lavorando per sviluppare i dispositivi fotovoltaici della prossima generazione, mentre altri sviluppano nuovi sensori per il monitoraggio ambientale. Tutti i ricercatori coinvolti, lavorano in gruppi molto internazionali e fortemente inter-disciplinari, perchè per questi progetti, occorre capire e controllare il comportamento della materia sulla scala dei nanometri (milionesimi di millimetro !), dove fisica, chimica, biologia e ingegneria convergono e spesso non si distinguono più. Autorevoli analisi a livello europeo concordano sull’urgenza di formare un numero crescente di ricercatori e tecnologi con competenze di punta nelle nanoscienze e nanotecnologie per le necessità del sistema produttivo e della ricerca nei prossimi decenni. Si tratta di competenze trasversali, abilitanti per settori che vanno dalla meccanica alle tecnologie dell’informazione a quelle dell’energia, dell’ambiente e della salute. Gli ultimi anni hanno mostrato che esse hanno impatto sia sui settori tecnologicamente più avanzati, sia su quelli tradizionalmente considerati maturi (dal tessile all’edilizia) dove consentono innovazioni di prodotto oltre che di processo, capaci di influire in modo drastico sulla loro competitività.

 

● Progetto di ricerca: “Alimenti funzionali e nutracetica applicati alla salute dell’uomo: bifido batteri probiotici, prebiotici ed attivazione di phytochemicals” coordinato dalla prof.ssa Maddalena Rossi del Dipartimento di Chimica

 

Lo studio di ricerca, che vedrà coinvolti 4 dottori di ricerca uno dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, uno dell’Università di Bologna, uno dell’Università di Parma ed uno dell’Università di Ferrara, ha come obiettivo lo sviluppo di una nuova generazione di ingredienti o alimenti funzionali, la cui assunzione, per definizione, favorisca lo stato di salute dell’ospite. Nell’ambito della nutraceutica, ovvero la ricerca nel campo nutrizionale, dietetico ed erboristico, hanno trovato ampio sviluppo ed ampliamento di contenuti scientifici due importanti gruppi di alimenti funzionali, i phytochemicals, noti anche come antiossidanti o polifenoli, ed i probiotici. Numerose molecole di origine vegetale, genericamente conosciute come polifenoli, presentano importanti attività positive per la salute dell’uomo, e sono disponibili numerosi alimenti funzionali ed integratori contenenti phytochemicals che rivendicano effetti salutistici quali l’attività antiossidante ed antiinvecchiamento e la riduzione del rischio di patologie tumorali o cardiovascolari. In maniera analoga, per i probiotici negli ultimi anni è cresciuta esponenzialmente, anche grazie ad un’ottima comunicazione pubblicitaria, la consapevolezza di uno stato di benessere associato alle funzioni intestinali, a cui è corrisposto un forte incremento nel mercato di alimenti funzionali quali yogurt e latti fermentati contenenti batteri probiotici. E’ noto che molte molecole polifenoliche di origine vegetale, così come sono assunte con la dieta, sono biologicamente inattive o dotate di scarsa attività biologica. L’attività è, infatti, riconducibile non alle molecole stesse, ma a prodotti di importanti trasformazioni che avvengono da parte di batteri intestinali. Scopo del progetto è quindi lo sviluppo di associazioni mirate di phytochemicals e probiotici che risultino efficaci nel migliorare la biodisponibilità dei metaboliti attivi, ovvero i prodotti del metabolismo, accelerando la biotrasformazione dei phytochemicals e quindi aumentando l’attività biologica. L’aspetto innovativo del progetto emerge dall’incontro di queste due realtà che fino ad ora si sono sviluppate indipendentemente: il mondo dei prodotti a base di probiotici e prebiotici per la modulazione della composizione del microbiota intestinale e quello dei phytochemicals.

 

● Progetto di ricerca: “Applicazioni in ambito biomedico e socio sanitario di problemi inversi di grande complessità”, coordinato dal prof. Luca Zanni del Dipartimento di Matematica Pura e Applicata

 

Il progetto di ricerca, che vedrà coinvolti 4 ricercatori di cui uno dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia presso la Scuola di dottorato in “Modellistica, simulazione computazionale e caratterizzazione multiscala per le scienze dei materiali e della vita”, uno dell’Università di Bologna, uno dell’Università di Parma ed uno dell’Università di Ferrara, ha come obiettivo quello di sviluppare modelli e metodi matematici di supporto ai processi decisionali in ambito biomedico e socio-sanitario. In tali ambiti è frequente la richiesta di strumenti automatici per le predizioni o il supporto alle decisioni. Esempi rilevanti sono forniti dai problemi di riconoscimento automatico di segnali ed immagini in diagnostica medica, in biologia computazionale e in neuroscienze e dalla predizione di comportamenti collettivi a partire da dati statistici, con applicazioni alle politiche sociali nelle strategie di prevenzione sanitaria e di integrazione delle popolazioni immigrate. Dal punto di vista matematico, le tematiche considerate sono interpretabili come “problemi inversi”, ossia problemi in cui si vogliono inferire le risposte del fenomeno studiato in modo indiretto, utilizzando solo la conoscenza di alcune proprietà misurabili del fenomeno. Sfruttando recenti progressi teorici e computazionali sui problemi inversi, i ricercatori coinvolti si  propongono di migliorare le metodologie utilizzate in particolari settori quali l’imaging digitale e la pianificazione dei programmi di screening. La proposta formativa del progetto si inserisce in questo contesto con l’obiettivo di formare professionisti con solide competenze di matematica computazionale e di modellizzazione, in grado di interpretare alcune tra le problematiche più significative che emergono nell’ambito della rete della salute e di progettare adeguati strumenti automatici per la loro risoluzione.

 

Nei progetti, selezionati dalla Regione Emilia Romagna e da Spinner, che hanno come coordinatori docenti degli altri Atenei emiliano-romagnoli, sono presenti 5 dottorandi dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia che parteciperanno rispettivamente ai progetti su:

Sistemi molecolari e materiali fotoresponsivi per applicazioni nano- e bio-tecnologiche e in oncologia (Nano-Biomed- Light)” coordinato dall’Università di Bologna; su “Ottimizzazione delle forme molecolari e cristalline di farmaci, fitofarmaci, pesticidi in relazione ad attività, biodisponibilità, aspetti brevettuali, e alla produzione di polimorfi, solvati e co-cristalli con metodi a basso impatto ambientale” coordinato dall’Università di Parma; su “Terapie con farmaci biologici in oncoematologia: studio di fattori predittivi di risposta clinica, identificazione di nuovi bersagli terapeutici e sviluppo pre-clinico di farmaci mirati nei pazienti resistenti” coordinato dall’Università di Ferrara; su “Sviluppo, caratterizzazione e modellazione di strutture in materiale composito <intelligente>” coordinato dall’Università di Parma e, infine, su “La libera prestazione dei servizi e la libertà di stabilimento UE: prospettive ed impatto sulle realtà economiche nazionali e regionali” coordinato dall’Università di Bologna.

Google+
© Riproduzione Riservata