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24 marzo 2012

Università del Salento, un asilo per i figli di docenti, impiegati e studenti

In un momento di grande difficoltà economica-lavorativa, dove a lavori precari o inesistenti spesso si accompagna l’impossibilità per le donne (ma anche per gli uomini) di accettare lavori per la presenza di figli piccoli e la contemporanea assenza di strutture e di costi contenuti per le quote degli asili nido, Lecce diventa esempio positivo dove il posto di lavoro e in questo caso anche di studio, riesce ad offrire soluzioni e civiltà sociale.

Mercoledì 21 marzo, alle ore 11, presso l’Ecotekne dell’Università del Salento, è stato infatti inaugurato alla presenza del rettore dell’Università del Salento, Domenico Laforgia, dell’assessore al Welfare, Elena Gentile e la consigliera di parità della regione Puglia, Serenella Molendini, un asilo nido/ludoteca per i figli di docenti, impiegati e studenti che ogni giorno vivono il complesso universitario leccese.

Il progetto, nato nel 2008, è stato finanziato per 127.200 euro dalla Regione Puglia e cofinanziato dall’Università salentina per 85.200 euro, per una spesa totale di 213 mila euro.

L’istituto, intitolato a Luisa Zappulli, una giovane docente di Sociologia venuta a mancare lo scorso anno in seguito ad una malattia, si sviluppa su 160 metri quadrati, con un’area verde esterna di 300 metri quadri attrezzata con giochi e un grande parcheggio antistante per le auto di mamme e papà.

I primi due anni saranno di rodaggio, con costi e spazi contenuti come anche per un ora, sarà ridotta l’utenza fissa con sei lattanti e sei bambini svezzati.

La ludoteca, aperta dalle 7.30 del mattino alle 20 di sera, potrà ospitare bambini dai due agli otto anni anche solo per poche ore e anche nei giorni prefestivi nonostante l’Università non sarà operativa al 100%.

Le mamme ed i papà, oltre al vantaggio di avere la prole a portata di ”posto di lavoro” (per i più romantici e teneroni, a portata di cuore), godranno di costi ridotti e modalità pedagogiche e formative sempre aggiornate e verificate (ci troviamo pur sempre all’interno di una Università), con possibilità di mensa e convenzione pediatrica per i bambini.

Insomma, come avviene ormai da anni nelle università europee e solo purtroppo per casi isolati in Italia, l’Università del Salento fa un importante passo avanti non solo nel settore culturale ma anche in quello sociale, offrendo una mano a quei genitori docenti, impiegati e studenti, che non dovranno scegliere più tra lavoro/studio e figli ma che potranno vivere il tutto serenamente e senza rinunce.

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