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8 marzo 2012

Università: disoccupazione in aumento

Almalaurea rende noto i dati del XIV rapporto sulla condizione dei laureati italiani

La crisi economica che attanaglia non solo l’Italia, ma ogni angolo del pianeta colpisce soprattutto le giovani generazioni, le quali dopo anni di sacrifici passati sui libri, alla fine si ritrovano solo con un “pezzo di carta” in mano e poche prospettive lavorative. Questo è ciò che ,emerge dai dati statistici divulgati da  Almalaurea, la quale nei giorni scorsi ha reso noto il XIV rapporto sulla condizione occupazionale dei giovani laureati presso la sede della Fondazione Crui.

Secondo i dati del Consorzio universitario, ad un calo dell’occupazione e del lavoro stabile si registra una conseguente riduzione del reddito. Di tutta risposta il Governo ferma gli investimenti nel campo dell’istruzione, dell’innovazione e della cultura traghettando il Paese negli abissi della disoccupazione, a danno dei giovani neolaureati.

Difatti sono proprio coloro che hanno un titolo universitario in tasca che oggigiorno hanno più difficoltà ad inserirsi nel mondo del lavoro.

Se fino a qualche tempo fa medici ed ingegneri più facilmente di altri colleghi riuscivano a trovare un lavoro consono e ben retribuito rispetto ai loro percorsi universitari, oggi si registra, anche fra i laureati specialistici, cioè quelli con un percorsi di studi più lungo, un evidente calo occupazionale.

Inoltre, Almalaurea censisce che, ad un anno dalla discussione, fra i laureati occupati, fatta eccezione per i laureati specialistici a ciclo unico, il lavoro stabile è in netta diminuzione e la stabilità riguarda solo il 42% dei laureati occupati di primo livello e il 34% di quelli specializzati.

Tempi di magra anche per coloro che hanno già un lavoro, poiché le loro buste paghe saranno sempre più leggere. Difatti, ad un anno dalla laurea, secondo i dati del XIV rapporto, i laureati di primo livello guadagnano 1.105 euro mensili, 1.050 euro gli specialistici a ciclo unico e 1.080 euro  gli specialistici.

Almalaurea conferma che il titolo è efficace solo per 51 triennali su 100 mentre per i colleghi specialistici va ancora peggio solo 44 su 100 titoli hanno efficacia e buone capacità d’inserimento lavorativo.

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