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15 aprile 2012

Babbuini a lezione di ortografia.

I babbuini sanno riconoscere parole ortograficamente corrette da parole senza senso.

E’ questa la scoperta di un team di ricercatori della Aix-Marseille Université, coordinato da Jonathan Grainger e pubblicata qualche giorno fa su Science.

I ricercatori hanno studiato un gruppo di babbuini della Guinea (Papio papio) che vivevano in un area recintata che comprendeva diverse cabine allestite con computer dotati di schermi sensibili al tatto.

Gli animali potevano entrare liberamente nelle cabine e posti di fronte a parole composte di 4 lettere sceglievano se schiacciare un pulsante (associato ad una parola di senso compiuto) piuttosto che un altro ( associato ad una parola non senso).

Ogni qualvolta i babbuini compivano l’associazione giusta tra parola e bottone venivano premiati con una ricompensa in cibo.

Dopo un mese d’esperimento, con sempre maggiore probabilità riuscivano a compiere l’associazione corretta.

Ciò che di più ha sorpreso i ricercatori, è stato che i babbuini riuscivano a capire se una parola avesse senso o meno anche se non l’avevano mai vista comparire sullo schermo e quindi anche se non avevano ricevuto nessun rinforzo positivo nell’associare quella parola al pulsante giusto.

I babbuini hanno imparato a riconoscere le parole scritte correttamente da quelle sbagliate e hanno saputo cogliere le regole nascoste della giusta scrittura, così da riconoscere come appartenenti alla categoria delle parole scorrette anche parole mai viste prima.

L’esperimento ha chiarito, dunque che non è necessaria una conoscenza linguistica per poter elaborare ortograficamente le parole.

L’elaborazione di un linguaggio parlato e quella di un linguaggio scritto seguono strade diverse nella nostra mente, questo in parole semplici afferma lo studio esposto.

Il video allegato mostra in breve l’esperimento.

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