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22 aprile 2012

Diritto allo studio ma che fine hai fatto?

Ci risiamo, aprile è ormai giunto al termine e con esso anche il semestre universitario è ormai agli sgoccioli. I corsi stanno finendo e le date degli esami si avvicinano sempre di più non ci resta che prendere il toro per le corna ed approfittare dei piccoli ritagli di tempo tra un corso e un altro per iniziare a studiare. Si ma dove?

Andiamo in biblioteca? No, alle 8e30 già è tutta occupata. Allora cerchiamo un’aula? Nemmeno. Alcune sono strapiene di gente che studia, in altre stanno ancora facendo corso, altre sono chiuse poiché non ospiteranno corsi per tutta la giornata ed ovviamente i “bidelli” le lasciano chiuse altrimenti devono preoccuparsi di pulirla stasera e si perdono la puntata di “Tempesta d’amore” in tv. Ok! Andiamo in aula studio allora? Non si può, la più vicina si trova a farmacia ma di certo a quest’ora non troveremo posto. E allora dove andiamo?Boh! Vabbè riproviamo a cercare un’aula…

Questa è più o meno la conversazione che si sente, ogni giorno, tra gli studenti dell’Università degli Studi di Salerno che puntualmente si trovano obbligati a dover indossare i panni del piccolo esploratore ed andare alla ricerca di un buco dove poter studiare in quanto le aule studio, seppur poche (si contano sulle dita di una mano) e dislocate in malo modo, ci sono ma non soddisfano le esigenze di tutti gli studenti del campus.

Gli studenti ormai non ce la fanno davvero più sono stufi di tutto questo. Aule studio che mancano, corsi non attivati, corsi che si accavallano, esami tutti lo stesso giorno, e chi più ne ha più ne metta …

Se solo tutto fosse organizzato con un po’ più di coerenza forse tutta questa folle “corsa” all’aula studio e al pezzo di carta non avrebbe modo di esistere e  forse molti professori eviterebbero quelle uscite poco infelici sostenendo che “dopotutto l’università non è un esamificio”.

Ma purtroppo non è così. Organizzare male i corsi porta inevitabilmente alla mancanza di tempo materiale da parte degli studenti di organizzare in modo decente un loro percorso di studi: non è possibile che in un anno gli studenti si ritrovino a dover sostenere un paio di esami il primo semestre e ben 5 esami (per i più fortunati) il secondo semestre. Perché la gente non vuole fare il suo lavoro a discapito del prossimo? In questo caso degli studenti che non riescono a laurearsi quando, come e con un voto decente se non optando per l’andare 10 anni fuori corso!

E in questi casi cosa bisogna fare? Attendere che la dea bendata ci illumini il cammino verso l’aula vuota più vicina? E soprattutto che metta un po’ di sale in zucca a chi si trova ai piani alti? ma si sa, il 99% delle volte la dea bendata avrà sempre di meglio da fare.

 

Nel frattempo la nostra “ricerca” continua ma fino a quando tutto questo sarà possibile?

Dora Della Sala

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