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Hegel

Redazione Controcampus 5 Aprile 2012
R. C.
21/06/2021

Pensatore dell’idealismo tedesco.

                                                                                                                                                                                 Creatura autunnale.                                                                                                                                                                                                        Con lui nasce il totalitarismo.                                                                                                                                                                                Vuole abolire i dualismi delle filosofie precedenti.

Critiche a Ficthe: la filosofia diF icthe è deontologica non ontologica, che pone l’attività pratica precedente a quella teoretica, per H. ad essere prioritaria è la seconda; il rapporto io/non-io è un rapporto tragico: si viene a creare una divaricazione dell’infinito e del finito: il finito  non potrà mai raggiungere l’infinito, inoltre tale infinito ficthiano è negativo perché crea sehnsucht, la filosofia deve cogliere l’infinito attraverso la ragione.; in F. l’enciclopedia, il sapere umano è puramente idealizzato, H. vuole determinare i contenuti reali. Aspetto positivo: ha eliminato il noumeno.

Critiche a Schelling: la filosofia di S. manca di metodo, è dogmatica-postulatoria; è basata sul principio che è “notte nera in cui tutte le vacche sono nere” e per aver superato la filosofia col colpo di pistola dell’arte, per H. la filosofia non ammette scorciatoie. Aspetto positivo: S. ha individuato nell’assoluto, l’intero, la Totalità.

 Hegel rivendica una filosofia enciclopedica, unitaria, con una definizione, un principio un metodo e un sistema ben chiari e definiti.

DEFINIZIONE DELLA FILOSOFIA: “La Filosofia è la Scienza dell’Assoluto” =la Scienza di Dio,  Scienza che Dio ha, cioè vedere le cose dal punto di vista assoluto e dell’Assoluto, della Totalità.

ANALISI E CRITICA DEL PRINCIPIO: il Principio o Grund della Filosofia deve essere: “Uno ed Unico Logico e Razionale- Ontologico e Metafisico” senza dare adito a dualismi tragici. Il Principio non può essere “psicologico” come il Cogito cartesiano, o logico ma non ontologico come l’io penso kantiano o logico-deontologico come l’io Puro fichtiano, o ontologico, ma non logico come l’Assoluto schellinghiano, principi che creano solo Dualismi come “res cogitans e res extensa” in Cartesio, “fenomeno e noumeno” in Kant, “Io e non io” in Fichte, “Natura e Spirito” in Schelling. Il Principio della filosofia che è “reductio ad unum” deve essere UNITARIO -LOGICO – ONTOLOGICO. METAFISICO e deve riportare in unità tutto l’universo dei fenomeni cosmici e dei fenomeni storici. Quale allora sarà? Per Hegel è la RAGIONE UNIVERSALE o IDEA o LOGOS, cioè quel principio immanente che è alla base di tutti i fenomeni cosmico-storici e questo Principio si esprime nella nuova identità logico­ontologica: “IL REALE E’ RAZIONALE – IL RAZIONALE E’ REALE”= PANLOGISMO. V’è sempre una Ragione universale nelle cose, che il filosofo vede concretamente in unità, non astraendo o estraendo ed estrapolando i fatti da un contesto universale in cui hanno valore di verità, perché “il Vero è l’intero”. Da qui nascono delle conseguenze: 1) se il reale è razionale e il razionale è reale, non lo deve diventare, perché già lo è: quindi non hanno valore le filosofie-deontologiche, ma semmai l’etica è il fanalino di coda della filosofia; 2) inoltre tutto è giustificabile e logico, non giudicabile (PANLOGISMO); 3) la Logica è Ontologia, cioè non si tratta più di come dobbiamo pensare il pensiero (=gnoseologia, tale sarà la Fenomenologia dello Spirito che determinerà la rottura epistemologica tra il giovane e il maturo Hegel), ma di come dobbiamo e possiamo pensare la realtà (cioè Ontologia).

ANALISI E CRITICA DEL METODO: Il Principio della Ragione universale non è statico, ma dinamico in “sviluppo irresistibile”. Esso è l’ESSERE, ma non quello statico e povero di determinazioni di Parmenide. Esso è un Principio determinato che si sviluppa attraverso “l’immane potenza dei negativo” (aufheben): ESSERE (tesi)+NON ESSERE(antitesi)=DIVENIRE(sintesi); le prime due sono astratte e sono colte dall’intelletto (facoltà debole:VERNSTAD), la sintesi invece è concreta, è positiva e conciliativa (“è ciò che superando si conserva”) ed è colta dalla Ragione (VERNUNFT), facoltà forte : es. fiore + non fiore=frutto_Questo metodo di procedimento si chiama “DIALETTICO” o “TRIADICO”.

ANALISI E CRITICA DEL SISTEMA: Le filosofie di Cartesio, Kant, Fichte e Schelling sono delle filosofie che distinguono sempre il metodo dal sistema. Ora per Hegel il Metodo si identifica col Sistema stesso (“non si può imparare a nuotare senza entrare nell’acqua!”): quindi il Sistema Enciclopedico delle Scienze è così articolato: 1)IDEA IN SE (tesi:Logica Ontologica o il Mondo di Dio nella sua eterna essenza); 2)IDEA EXTRA SE (antitesi: il Mondo della Natura);3)IDEA A SE (sintesi o Mondo dello Spirito) a)SOGGETTIVO: l’uomo b)OGGETTIVO: le sue Istituzioni ­c)ASSOLUTO: Cultura mondiale e universale dell’arte-religione-filosofia. Questo è l’impianto dell’Enciclopedia hegeliana che poi tende a suddividersi punto per punto in altrettante triadi dialettiche.

La Logica

H. vuole una logica ontologica: studia l’essere come una realtà che muta sempre e ha le sue leggi, le leggi della dialettica: le leggi del reale sono quelle del razionale e viceversa. È anche teologia perché questo logos che parte dall’ “in-sé” arriva all’ “extra-sé” e ritorna “a-sè” è proprio Dio. La logica propone la deduzione dialettica delle categorie che sono qui forme sia del pensiero ma anche dell’essere. La logica è divisa in 3 momenti:

Logica dell’essere – prende in esame le cose più astratte, da essa nascono le categorie di qualità, misura, quantità; quando diciamo che l’essere è non vi è contenuto, ma per avere significato l’essere deve essere negato per affermarsi concretamente nel divenire.

Logica dell’essenza – prende in esame le cose più concrete, da essa nascono le categorie di forma e materia, legge e fenomeno, causalità e azione reciproca; l’essenza del reale è il divenire, la concretezza dei fenomeni.

Logica del concetto – prende in esame la realtà, in quanto sviluppo di se stessa, da essa nascono le categorie di concetto, giudizio e sillogismo; il fenomeno per essere compreso deve essere posto in una totalità: questa totalità è il concetto.

 La Natura

L’idea uscendo da se stessa, si dispiega nell’esteriorità dando origine alla natura. La natura hegeliana non è romantica, ma è solo negazione di Dio: è l’incidentalità dell’idea. La natura non può essere però divinizzata perché è solo accidentalità e necessità ma non è libera. Anche qui vi sono 3 momenti: Meccanica – studia la natura in modo quantitativo, esteriore, oggettivo, seguendo spazio e tempo; Fisica – studia la natura in modo qualitativo; Organica – studia l’interiorità della natura e si divide in vegetale, animale e umana.

 Lo Spirito

È la più alta ed ultima manifestazione dell’idea. L’idea si rivela nella forma di spirito sempre attraverso 3 momenti: spirito soggettivo, spirito oggettivo, spirito assoluto.

Spirito Soggettivo

Ancora finito e limitato in quanto Uomo: la natura si fa soggettività nell’uomo che può essere considerato secondo la nuova triade: anima, coscienza, spirito.

Anima – indistinguibile dal corpo con il quale forma la sola entità persona, essa è il principio vivente immateriale, organizzatore della materia, per la quale l’uomo è parte integrante dell’universo. La scienza che si occupa di ciò è l’antropologia. Attraverso i 3 momenti dell’anima naturale, senziente e reale si sviluppa a coscienza.

Coscienza – momento della riflessione dello spirito nel quale si costituisce come certezza di se stesso. Secondo la coscienza l’uomo è analizzato gnoseologicamente dalla fenomenologia. Attraverso i 3 momenti della coscienza come tale, come autocoscienza e come ragione si sviluppa a spirito.

Spirito – momento psicologico, lo spirito in senso proprio che si suddivide in teoretico, pratico e libero.

Teoricamente l’uomo è libero ma praticamente non lo è, per esserlo deve mettersi in rapporto con la sfera dell’oggettività.

La Fenomenologia

Con questo termine H. intende lo studio delle manifestazioni storiche della coscienza della conoscenza e della ragione umana. Si tratta di un vero e proprio romanzo filosofico dell’Idealismo tedesco. È opera logico-gnoseologica (come pensare il pensiero), che precede l’Enciclopedia, che è un opera logico-ontologica (come pensare la realtà). Segna il passaggio dal giovane H. al  maturo H. ed ha in embrione la definizione di filosofia  e dell’infinito, la dialettica del negativo ed è critica di Fiche e Schelling che non facevano una storia dell’io  e compivano le scorciatoie dell’Arte. Come già detto la Coscienza dell’uomo passa attraverso tre momenti storici-dialettici:

Coscienza (soggettiva) – Propria dell’individuo, ha a sua volta tre forme: la prima è la certezza sensibile del “quid est?” in cui la cosa pare; la seconda è la percezione del “quale est?” con cui la cosa appare qualitativamente; la terza forma è l’intellezione del “quantum est?” per cui la cosa si rivela quantitativamente.

AutoCoscienza (oggettiva) – Propria della collettività. L’individuo ha un desiderio che lo distacca dalla natura e lo fa entrare nella storia della cultura o civiltà umana. È un desiderio non naturale, ma un desiderio spirituale, che non si soddisfa e si ricicla mai: l’essere riconosciuti dagli altri. E qui nasce il conflitto culturale tra individuo e individuo. Si tratta delle cosiddette figure culturali. La prima è quella del mondo antico, la figura culturale del SERVO-PADRONE, ove la coscienza più forte, quella del despota, sottomette a sé quelle deboli e meno dotate, le quali di fronte al peggior male che è la morte preferiscono il male minore, vivere sottomessi. Ma col lavoro il servo prende coscienza di sé: senza il suo lavoro il padrone non potrebbe sussistere e allora nasce la ribellione (es. degli schiavi di Spartaco). Allora nasce una nuova autocoscienza: quella STOICO-SCETTICA, cioè la vera libertà è un fatto interiore, perché si può essere in schiavi sul tono come Marco Aurelio o liberi in catene come lo schiavo Epitteto. Di qui l’indifferenza del concetto di libertà: non si sa più cosa essa sia: la coscienza scettica viene quindi negata e superata dalla COSCIENZA-INFELICE del medio evo, in cui lo schiavo si libera, ma cade sotto un nuovo padrone: Dio, che si esprime sotto l’egemonia e il controllo da parte di Chiesa e Stato.

Ragione (universale) – Il superamento di queste autocoscienze avviene con la nascita della ragione, propria dell’età moderna: la prima forma è la RAGIONE ALIENATA TEORETICO-SCIENTIFICA propria dell’umanesimo rinascimentale che determina il passaggio dal teocentrismo all’antropocentrismo e al naturalismo. È la ragione di coloro che ricercano i segreti della natura, ma che non sanno ancora di ricercare loro stessi. Delusa e stanca della scienza la ragione torna a se stessa e cerca di realizzarsi non più nella contemplazione della natura. Nasce la seconda forma della ragione: quella PRATICA ETICO-POLITICA, propria di coloro che ricercano un rapporto uomo natura, soggetto oggetto, ma non lo trovano e si impegnano eticamente scontrandosi contro la dura legge del mondo che nega le virtù e le intenzioni del cuore. Allora la ragione cerca di piegare il mondo stesso politicamente, ma anche qui è destinata a fallire. Subentra la COSCIENZA PACIFICATA o RAGIONE UNIVERSALE, che scopre d’essere tutta la realtà, che il “vero è l’intero”, cioè la Totalità, Ragione che riesce a definire l’infinito come “il finito che giunge alla piena autocomprensione di sé”.

 

 Spirito Oggettivo

Lo spirito libero, in quanto libera volontà, va a trovarsi nella forma della realtà, vale a dire che la libera volontà si realizza oggettivamente e concretamente per essere davvero libera nelle istituzioni storiche. Questo si attua attraverso un nuovo processo triadico che comprende: diritto, morale ed etica.

Diritto – Lo spirito si pone inizialmente come individuo. Il diritto infatti è privato (regola i rapporti fra cittadini e la proprietà privata: civile e commerciale), pubblico (regola i rapporti fra cittadini e stato (costituzionale) o fra stato e cittadini (amministrativo)), internazionale (regola i rapporti fra i vari stati) e penale (regola i rapporti fra i vari diritti). Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto del diritto H. concepisce la giustizia come vendetta dello Stato che deve quindi essere punitivo.

Morale – Lo spirito si interiorizza e l’individuo diventa soggetto. La moralità limita la nostra libertà nella sfera interiore, si viene a creare una legge universale interiore che regola i rapporti fra gli individui: scissione fra ideale del dovere e ideale del piacere, ma il dovere non ha ancora dei contenuti.

Etica – determina i contenuti del dovere morale: nasce il dovere etico, quello di amare. Si crea un’identità fra fini individuali e fini universali, l’essere e il dover essere coincidono nello spirito di un popolo. L’eticità si concretizza prima nella famiglia (istituzione universale, dialettica tra i sessi la cui sintesi sono i figli: l’innamoramento si nega per affermarsi nell’amore che si realizza nella regolamentazione del desiderio reciproco col matrimonio) poi nella società civile (basata su legami legali, civili e corporativi fra le famiglie) e infine nello stato.

Stato e Storia

Nello stato avviene la più completa realizzazione dello spirito oggettivo, perché in esso si attua la sintesi di famiglia e società civile con lo spirito universale, Dio, di cui lo stato è l’incarnazione storica. Lo stato è quindi la proiezione di Dio nel mondo: è l’espressione dello spirito di un popolo, alla cui volontà universale devono obbedire i singoli individui. Lo stato è poi autonomo: ricava la sovranità e il potere non da il popolo, che senza di esso è una “moltitudine informe”, ma da se stesso. Tra gli stati che si confrontano vi è la dialettica della guerra che genera la Storia, con H. nasce lo storicismo. La Storia è la più grande irruzione di Dio nel mondo e le guerre sono i tribunali dei popoli: lo spirito universale, si incarna nei grandi GENI COSMICO-STORICI per realizzare il suo progetto provvidenziale, per poi abbandonarli come “gusci vuoti”. La storia viene concepita quindi come processo razionale, per cui le cose avvengono come devono avvenire proprio in quanto razionali.

Spirito Assoluto

Lo spirito assoluto è lo spirito che ha raggiunto la piena autocoscienza, sciogliendosi da ogni limite di spazio e tempo. Anch’esso si presenta in 3 differenti momenti: arte, religione e filosofia.

Arte – è la manifestazione sensibile dell’idea per mezzo di forme, colori, suoni, parole. Dio attraverso l’intuizione sensibile. Nell’arte del mondo antico prevale la grandezza del simbolo = esprimono il sublime. L’arte classica esprime il bello, ma non il sublime. L’arte romantica esprime il bello ed il sublime interiore, con la musica e la poesia.

Religione – è la manifestazione spirituale dell’idea, Dio attraverso la rappresentazione mistica. I popoli antichi vedevano dio nella natura; Greci, Romani ed Ebri vedevano Dio come spirito, pura forma, motore immobile. I cristiani vedono Dio come essere perfetto, come spirito assoluto e universale: come triade di Padre, Figlio e Spirito Santo: con tre momenti: Ortodossia, Cattolicesimo, Protestantesimo.

Filosofia – è l’autocoscienza assoluta dello spirito, la libertà assoluta. Punto di arrivo del cammino dello spirito: consiste nella scoperta dell’assoluto. Ma se lo spirito è nella sua essenza processo allora la filosofia se è spirito si potrà risolvere nella storia della filosofia: nella filosofia antica vi era dualismo tra finito e infinito; nella filosofia cristiana medioevale vi era un anelito del finito per l’infinito; nella filosofia moderna c’è la conciliazione dell’infinito col finito.

IL GIOVANE HEGEL TEOLOGO: Hegel aveva studiato insieme con Schelling e Holderlin nello stesso “stift” di Tubinga teologia per diventare pastore protestante. In quel periodo si colloca la sua attività teologica: nascono gli scritti teologico-giovanili (Religione popolare e Cristianesimo- La Vita di Gesù- La positività della Religione cristiana­-Lo spirito del Cristianesimo e il suo destino), dove sono poste in embrione le premesse della sua futura elaborazione filosofica, cioè vi sono in abbozzo il Principio, il Metodo e il Sistema filosofico futuro. Il Principio (Grund) è mutuato dal Vangelo di Giovanni ove sta scritto: “In principio era Logos… e il Logos si è fatto carne”, cioè la Ragione, il Razionale si è fatto reale, perché il reale diventasse razionale. Il Metodo lo troviamo nel confronto dialettico negativo che fa lui tra Religione greca (mancato senso del peccato), religione ebraica (amore della legge) e religione cristiana (lege dell’amore). Il Sistema è la sintesi operata dal Cristianesimo tra le due precedenti esperienze religiose, in quanto le supera e le porta a completamento e compimento, conciliando l’inconciliabile.

© Riproduzione Riservata
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Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro. Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte. Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Il suo successo si riconosce da subito, principalmente in due fattori; i suoi ideatori, giovani e brillanti menti, capaci di percepire i bisogni dell’utenza, il riuscire ad essere dentro le notizie, di cogliere i fatti in diretta e con obiettività, di trasmetterli in tempo reale in modo sempre più semplice e capillare, grazie anche ai numerosi collaboratori in tutta Italia che si avvicinano al progetto. Nascono nuove redazioni all’interno dei diversi atenei italiani, dei soggetti sensibili al bisogno dell’utente finale, di chi vive l’università, un’esplosione di dinamismo e professionalità capace di diventare spunto di discussioni nell’università non solo tra gli studenti, ma anche tra dottorandi, docenti e personale amministrativo. Controcampus ha voglia di emergere. Abbattere le barriere che il cartaceo può creare. Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. Nasce Controcampus.it, primo portale di informazione universitaria e il trend degli accessi è in costante crescita, sia in assoluto che rispetto alla concorrenza (fonti Google Analytics). I numeri sono importanti e Controcampus si conquista spazi importanti su importanti organi d’informazione: dal Corriere ad altri mass media nazionale e locali, dalla Crui alla quasi totalità degli uffici stampa universitari, con i quali si crea un ottimo rapporto di partnership. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto