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5 aprile 2012

Hegel

Pensatore dell’idealismo tedesco.                                                                                                                                                                                 Creatura autunnale.                                                                                                                                                                                                        Con lui nasce il totalitarismo.                                                                                                                                                                                Vuole abolire i dualismi delle filosofie precedenti.

Critiche a Ficthe: la filosofia diF icthe è deontologica non ontologica, che pone l’attività pratica precedente a quella teoretica, per H. ad essere prioritaria è la seconda; il rapporto io/non-io è un rapporto tragico: si viene a creare una divaricazione dell’infinito e del finito: il finito  non potrà mai raggiungere l’infinito, inoltre tale infinito ficthiano è negativo perché crea sehnsucht, la filosofia deve cogliere l’infinito attraverso la ragione.; in F. l’enciclopedia, il sapere umano è puramente idealizzato, H. vuole determinare i contenuti reali. Aspetto positivo: ha eliminato il noumeno.

Critiche a Schelling: la filosofia di S. manca di metodo, è dogmatica-postulatoria; è basata sul principio che è “notte nera in cui tutte le vacche sono nere” e per aver superato la filosofia col colpo di pistola dell’arte, per H. la filosofia non ammette scorciatoie. Aspetto positivo: S. ha individuato nell’assoluto, l’intero, la Totalità.

 Hegel rivendica una filosofia enciclopedica, unitaria, con una definizione, un principio un metodo e un sistema ben chiari e definiti.

DEFINIZIONE DELLA FILOSOFIA: “La Filosofia è la Scienza dell’Assoluto” =la Scienza di Dio,  Scienza che Dio ha, cioè vedere le cose dal punto di vista assoluto e dell’Assoluto, della Totalità.

ANALISI E CRITICA DEL PRINCIPIO: il Principio o Grund della Filosofia deve essere: “Uno ed Unico Logico e Razionale- Ontologico e Metafisico” senza dare adito a dualismi tragici. Il Principio non può essere “psicologico” come il Cogito cartesiano, o logico ma non ontologico come l’io penso kantiano o logico-deontologico come l’io Puro fichtiano, o ontologico, ma non logico come l’Assoluto schellinghiano, principi che creano solo Dualismi come “res cogitans e res extensa” in Cartesio, “fenomeno e noumeno” in Kant, “Io e non io” in Fichte, “Natura e Spirito” in Schelling. Il Principio della filosofia che è “reductio ad unum” deve essere UNITARIO -LOGICO – ONTOLOGICO. METAFISICO e deve riportare in unità tutto l’universo dei fenomeni cosmici e dei fenomeni storici. Quale allora sarà? Per Hegel è la RAGIONE UNIVERSALE o IDEA o LOGOS, cioè quel principio immanente che è alla base di tutti i fenomeni cosmico-storici e questo Principio si esprime nella nuova identità logico­ontologica: “IL REALE E’ RAZIONALE – IL RAZIONALE E’ REALE”= PANLOGISMO. V’è sempre una Ragione universale nelle cose, che il filosofo vede concretamente in unità, non astraendo o estraendo ed estrapolando i fatti da un contesto universale in cui hanno valore di verità, perché “il Vero è l’intero”. Da qui nascono delle conseguenze: 1) se il reale è razionale e il razionale è reale, non lo deve diventare, perché già lo è: quindi non hanno valore le filosofie-deontologiche, ma semmai l’etica è il fanalino di coda della filosofia; 2) inoltre tutto è giustificabile e logico, non giudicabile (PANLOGISMO); 3) la Logica è Ontologia, cioè non si tratta più di come dobbiamo pensare il pensiero (=gnoseologia, tale sarà la Fenomenologia dello Spirito che determinerà la rottura epistemologica tra il giovane e il maturo Hegel), ma di come dobbiamo e possiamo pensare la realtà (cioè Ontologia).

ANALISI E CRITICA DEL METODO: Il Principio della Ragione universale non è statico, ma dinamico in “sviluppo irresistibile”. Esso è l’ESSERE, ma non quello statico e povero di determinazioni di Parmenide. Esso è un Principio determinato che si sviluppa attraverso “l’immane potenza dei negativo” (aufheben): ESSERE (tesi)+NON ESSERE(antitesi)=DIVENIRE(sintesi); le prime due sono astratte e sono colte dall’intelletto (facoltà debole:VERNSTAD), la sintesi invece è concreta, è positiva e conciliativa (“è ciò che superando si conserva”) ed è colta dalla Ragione (VERNUNFT), facoltà forte : es. fiore + non fiore=frutto_Questo metodo di procedimento si chiama “DIALETTICO” o “TRIADICO”.

ANALISI E CRITICA DEL SISTEMA: Le filosofie di Cartesio, Kant, Fichte e Schelling sono delle filosofie che distinguono sempre il metodo dal sistema. Ora per Hegel il Metodo si identifica col Sistema stesso (“non si può imparare a nuotare senza entrare nell’acqua!”): quindi il Sistema Enciclopedico delle Scienze è così articolato: 1)IDEA IN SE (tesi:Logica Ontologica o il Mondo di Dio nella sua eterna essenza); 2)IDEA EXTRA SE (antitesi: il Mondo della Natura);3)IDEA A SE (sintesi o Mondo dello Spirito) a)SOGGETTIVO: l’uomo b)OGGETTIVO: le sue Istituzioni ­c)ASSOLUTO: Cultura mondiale e universale dell’arte-religione-filosofia. Questo è l’impianto dell’Enciclopedia hegeliana che poi tende a suddividersi punto per punto in altrettante triadi dialettiche.

La Logica

H. vuole una logica ontologica: studia l’essere come una realtà che muta sempre e ha le sue leggi, le leggi della dialettica: le leggi del reale sono quelle del razionale e viceversa. È anche teologia perché questo logos che parte dall’ “in-sé” arriva all’ “extra-sé” e ritorna “a-sè” è proprio Dio. La logica propone la deduzione dialettica delle categorie che sono qui forme sia del pensiero ma anche dell’essere. La logica è divisa in 3 momenti:

Logica dell’essere – prende in esame le cose più astratte, da essa nascono le categorie di qualità, misura, quantità; quando diciamo che l’essere è non vi è contenuto, ma per avere significato l’essere deve essere negato per affermarsi concretamente nel divenire.

Logica dell’essenza – prende in esame le cose più concrete, da essa nascono le categorie di forma e materia, legge e fenomeno, causalità e azione reciproca; l’essenza del reale è il divenire, la concretezza dei fenomeni.

Logica del concetto – prende in esame la realtà, in quanto sviluppo di se stessa, da essa nascono le categorie di concetto, giudizio e sillogismo; il fenomeno per essere compreso deve essere posto in una totalità: questa totalità è il concetto.

 La Natura

L’idea uscendo da se stessa, si dispiega nell’esteriorità dando origine alla natura. La natura hegeliana non è romantica, ma è solo negazione di Dio: è l’incidentalità dell’idea. La natura non può essere però divinizzata perché è solo accidentalità e necessità ma non è libera. Anche qui vi sono 3 momenti: Meccanica – studia la natura in modo quantitativo, esteriore, oggettivo, seguendo spazio e tempo; Fisica – studia la natura in modo qualitativo; Organica – studia l’interiorità della natura e si divide in vegetale, animale e umana.

 Lo Spirito

È la più alta ed ultima manifestazione dell’idea. L’idea si rivela nella forma di spirito sempre attraverso 3 momenti: spirito soggettivo, spirito oggettivo, spirito assoluto.

Spirito Soggettivo

Ancora finito e limitato in quanto Uomo: la natura si fa soggettività nell’uomo che può essere considerato secondo la nuova triade: anima, coscienza, spirito.

Anima – indistinguibile dal corpo con il quale forma la sola entità persona, essa è il principio vivente immateriale, organizzatore della materia, per la quale l’uomo è parte integrante dell’universo. La scienza che si occupa di ciò è l’antropologia. Attraverso i 3 momenti dell’anima naturale, senziente e reale si sviluppa a coscienza.

Coscienza – momento della riflessione dello spirito nel quale si costituisce come certezza di se stesso. Secondo la coscienza l’uomo è analizzato gnoseologicamente dalla fenomenologia. Attraverso i 3 momenti della coscienza come tale, come autocoscienza e come ragione si sviluppa a spirito.

Spirito – momento psicologico, lo spirito in senso proprio che si suddivide in teoretico, pratico e libero.

Teoricamente l’uomo è libero ma praticamente non lo è, per esserlo deve mettersi in rapporto con la sfera dell’oggettività.

La Fenomenologia

Con questo termine H. intende lo studio delle manifestazioni storiche della coscienza della conoscenza e della ragione umana. Si tratta di un vero e proprio romanzo filosofico dell’Idealismo tedesco. È opera logico-gnoseologica (come pensare il pensiero), che precede l’Enciclopedia, che è un opera logico-ontologica (come pensare la realtà). Segna il passaggio dal giovane H. al  maturo H. ed ha in embrione la definizione di filosofia  e dell’infinito, la dialettica del negativo ed è critica di Fiche e Schelling che non facevano una storia dell’io  e compivano le scorciatoie dell’Arte. Come già detto la Coscienza dell’uomo passa attraverso tre momenti storici-dialettici:

Coscienza (soggettiva) – Propria dell’individuo, ha a sua volta tre forme: la prima è la certezza sensibile del “quid est?” in cui la cosa pare; la seconda è la percezione del “quale est?” con cui la cosa appare qualitativamente; la terza forma è l’intellezione del “quantum est?” per cui la cosa si rivela quantitativamente.

AutoCoscienza (oggettiva) – Propria della collettività. L’individuo ha un desiderio che lo distacca dalla natura e lo fa entrare nella storia della cultura o civiltà umana. È un desiderio non naturale, ma un desiderio spirituale, che non si soddisfa e si ricicla mai: l’essere riconosciuti dagli altri. E qui nasce il conflitto culturale tra individuo e individuo. Si tratta delle cosiddette figure culturali. La prima è quella del mondo antico, la figura culturale del SERVO-PADRONE, ove la coscienza più forte, quella del despota, sottomette a sé quelle deboli e meno dotate, le quali di fronte al peggior male che è la morte preferiscono il male minore, vivere sottomessi. Ma col lavoro il servo prende coscienza di sé: senza il suo lavoro il padrone non potrebbe sussistere e allora nasce la ribellione (es. degli schiavi di Spartaco). Allora nasce una nuova autocoscienza: quella STOICO-SCETTICA, cioè la vera libertà è un fatto interiore, perché si può essere in schiavi sul tono come Marco Aurelio o liberi in catene come lo schiavo Epitteto. Di qui l’indifferenza del concetto di libertà: non si sa più cosa essa sia: la coscienza scettica viene quindi negata e superata dalla COSCIENZA-INFELICE del medio evo, in cui lo schiavo si libera, ma cade sotto un nuovo padrone: Dio, che si esprime sotto l’egemonia e il controllo da parte di Chiesa e Stato.

Ragione (universale) – Il superamento di queste autocoscienze avviene con la nascita della ragione, propria dell’età moderna: la prima forma è la RAGIONE ALIENATA TEORETICO-SCIENTIFICA propria dell’umanesimo rinascimentale che determina il passaggio dal teocentrismo all’antropocentrismo e al naturalismo. È la ragione di coloro che ricercano i segreti della natura, ma che non sanno ancora di ricercare loro stessi. Delusa e stanca della scienza la ragione torna a se stessa e cerca di realizzarsi non più nella contemplazione della natura. Nasce la seconda forma della ragione: quella PRATICA ETICO-POLITICA, propria di coloro che ricercano un rapporto uomo natura, soggetto oggetto, ma non lo trovano e si impegnano eticamente scontrandosi contro la dura legge del mondo che nega le virtù e le intenzioni del cuore. Allora la ragione cerca di piegare il mondo stesso politicamente, ma anche qui è destinata a fallire. Subentra la COSCIENZA PACIFICATA o RAGIONE UNIVERSALE, che scopre d’essere tutta la realtà, che il “vero è l’intero”, cioè la Totalità, Ragione che riesce a definire l’infinito come “il finito che giunge alla piena autocomprensione di sé”.

 

 Spirito Oggettivo

Lo spirito libero, in quanto libera volontà, va a trovarsi nella forma della realtà, vale a dire che la libera volontà si realizza oggettivamente e concretamente per essere davvero libera nelle istituzioni storiche. Questo si attua attraverso un nuovo processo triadico che comprende: diritto, morale ed etica.

Diritto – Lo spirito si pone inizialmente come individuo. Il diritto infatti è privato (regola i rapporti fra cittadini e la proprietà privata: civile e commerciale), pubblico (regola i rapporti fra cittadini e stato (costituzionale) o fra stato e cittadini (amministrativo)), internazionale (regola i rapporti fra i vari stati) e penale (regola i rapporti fra i vari diritti). Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto del diritto H. concepisce la giustizia come vendetta dello Stato che deve quindi essere punitivo.

Morale – Lo spirito si interiorizza e l’individuo diventa soggetto. La moralità limita la nostra libertà nella sfera interiore, si viene a creare una legge universale interiore che regola i rapporti fra gli individui: scissione fra ideale del dovere e ideale del piacere, ma il dovere non ha ancora dei contenuti.

Etica – determina i contenuti del dovere morale: nasce il dovere etico, quello di amare. Si crea un’identità fra fini individuali e fini universali, l’essere e il dover essere coincidono nello spirito di un popolo. L’eticità si concretizza prima nella famiglia (istituzione universale, dialettica tra i sessi la cui sintesi sono i figli: l’innamoramento si nega per affermarsi nell’amore che si realizza nella regolamentazione del desiderio reciproco col matrimonio) poi nella società civile (basata su legami legali, civili e corporativi fra le famiglie) e infine nello stato.

Stato e Storia

Nello stato avviene la più completa realizzazione dello spirito oggettivo, perché in esso si attua la sintesi di famiglia e società civile con lo spirito universale, Dio, di cui lo stato è l’incarnazione storica. Lo stato è quindi la proiezione di Dio nel mondo: è l’espressione dello spirito di un popolo, alla cui volontà universale devono obbedire i singoli individui. Lo stato è poi autonomo: ricava la sovranità e il potere non da il popolo, che senza di esso è una “moltitudine informe”, ma da se stesso. Tra gli stati che si confrontano vi è la dialettica della guerra che genera la Storia, con H. nasce lo storicismo. La Storia è la più grande irruzione di Dio nel mondo e le guerre sono i tribunali dei popoli: lo spirito universale, si incarna nei grandi GENI COSMICO-STORICI per realizzare il suo progetto provvidenziale, per poi abbandonarli come “gusci vuoti”. La storia viene concepita quindi come processo razionale, per cui le cose avvengono come devono avvenire proprio in quanto razionali.

Spirito Assoluto

Lo spirito assoluto è lo spirito che ha raggiunto la piena autocoscienza, sciogliendosi da ogni limite di spazio e tempo. Anch’esso si presenta in 3 differenti momenti: arte, religione e filosofia.

Arte – è la manifestazione sensibile dell’idea per mezzo di forme, colori, suoni, parole. Dio attraverso l’intuizione sensibile. Nell’arte del mondo antico prevale la grandezza del simbolo = esprimono il sublime. L’arte classica esprime il bello, ma non il sublime. L’arte romantica esprime il bello ed il sublime interiore, con la musica e la poesia.

Religione – è la manifestazione spirituale dell’idea, Dio attraverso la rappresentazione mistica. I popoli antichi vedevano dio nella natura; Greci, Romani ed Ebri vedevano Dio come spirito, pura forma, motore immobile. I cristiani vedono Dio come essere perfetto, come spirito assoluto e universale: come triade di Padre, Figlio e Spirito Santo: con tre momenti: Ortodossia, Cattolicesimo, Protestantesimo.

Filosofia – è l’autocoscienza assoluta dello spirito, la libertà assoluta. Punto di arrivo del cammino dello spirito: consiste nella scoperta dell’assoluto. Ma se lo spirito è nella sua essenza processo allora la filosofia se è spirito si potrà risolvere nella storia della filosofia: nella filosofia antica vi era dualismo tra finito e infinito; nella filosofia cristiana medioevale vi era un anelito del finito per l’infinito; nella filosofia moderna c’è la conciliazione dell’infinito col finito.

IL GIOVANE HEGEL TEOLOGO: Hegel aveva studiato insieme con Schelling e Holderlin nello stesso “stift” di Tubinga teologia per diventare pastore protestante. In quel periodo si colloca la sua attività teologica: nascono gli scritti teologico-giovanili (Religione popolare e Cristianesimo- La Vita di Gesù- La positività della Religione cristiana­-Lo spirito del Cristianesimo e il suo destino), dove sono poste in embrione le premesse della sua futura elaborazione filosofica, cioè vi sono in abbozzo il Principio, il Metodo e il Sistema filosofico futuro. Il Principio (Grund) è mutuato dal Vangelo di Giovanni ove sta scritto: “In principio era Logos… e il Logos si è fatto carne”, cioè la Ragione, il Razionale si è fatto reale, perché il reale diventasse razionale. Il Metodo lo troviamo nel confronto dialettico negativo che fa lui tra Religione greca (mancato senso del peccato), religione ebraica (amore della legge) e religione cristiana (lege dell’amore). Il Sistema è la sintesi operata dal Cristianesimo tra le due precedenti esperienze religiose, in quanto le supera e le porta a completamento e compimento, conciliando l’inconciliabile.

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