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6 aprile 2012

L’Aquila a tre anni dal terremoto

Una candela accesa nel vuoto: così l’Università dell’Aquila ricorda le sue vittime.

Il 6 aprile del 2009, alle prime luci dell’alba, tutto il mondo si commuoveva di fronte alle drammatiche immagini del terremoto dell’Aquila. 309 morti e circa 2 mila feriti, ma soprattutto moltissimi studenti ingoiati dalle macerie.

Un trauma profondo che richiamò nel capoluogo abruzzese il coraggio di tanti volontari e la solidarietà di chi da allora non ha mai smesso di sostenere la ricostruzione della città.

In occasione del terzo anniversario della tragedia, il sindaco dell’Aquila ha indetto una giornata di lutto cittadino: uffici chiusi per due ore e bandiere listate a lutto in tutti gli edifici pubblici.  Al cordoglio cittadino si unisce anche l’Università dell’Aquila che, in memoria delle vittime del sisma, ha organizzato un concerto che si terrà oggi, alle 12.00, presso l’Auditorium del Rettorato.

Ma le celebrazioni hanno preso il via già ieri sera con la fiaccolata che il Comune ha organizzato in collaborazione con i comitati cittadini. Nonostante la pioggia, dieci mila persone hanno sfilato tra gli edifici ancora inagibili del centro storico. Tra questi moltissimi studenti universitari hanno aperto il corteo con le foto delle otto vittime della Casa dello Studente. A loro era dedicata la frase che campeggiava sugli striscioni: “E’ triste leggere negli occhi di mamma e papà la certezza che neanche stasera tornerò a casa”.

La fiaccolata si è conclusa in Piazza Duomo, dove alle 3.32, in concomitanza con la scossa di tre anni fa, 309 rintocchi della campana della chiesa delle Anime Sante hanno ricordato le vittime del sisma.

 

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