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15 aprile 2012

Le carte vincenti per trovare lavoro stage, inglese, comunicazione e soft skills

L’Università di Lingue e Comunicazione IULM di Milano ha recentemente individuato le caratteristiche del candidato modello per l’assunzione in una multinazionale. Per farlo ha condotto una ricerca, congiuntamente all’Associazione Italiana dell’Industria di Marca (Centromarca) e alla Fondazione CRUI, che ha interessato 125 grandi aziende. Ai manager di queste (tutte associate a centromarca) è stato sottoposto un sondaggio volto a individuare le politiche di selezione dei neolaureati adottate dalle grandi imprese, in maniera tale da offrire ai giovani alcuni consigli utili per il proprio inserimento nel mondo del lavoro.

I risultati dello studio, denominato “Prima indagine sulla formazione dei neolaureati ed esigenze d’impresa” verranno presentati ufficialmente lunedì 16 presso l’Aula Magna dell’Ateneo meneghino. All’incontro prenderanno parte, fra gli altri, il Presidente di Centromarca, Luigi Bordoni e alcuni responsabili del settore risorse umane del mondo industriale.

La IULM ha già fornito alcune indicazioni su quali sono, secondo quanto emerso dai sondaggi, le carte vincenti che un potenziale candidato potrebbe giocare in vista di un’opportunità di assunzione. Dall’indagine è emerso che dalle grandi aziende è considerata particolarmente importante una buona conoscenza della lingua inglese.

Inoltre è emerso che il “candidato modello” dovrebbe possedere una laurea quinquennale o specialistica (secondo l’82% degli intervistati), possibilmente in economia (per il 91%) o in ingegneria (69%). Buona anche la richiesta di laureati in scienze della comunicazione (26%).

Dal punto di vista più prettamente professionale, il neolaureato che può ottenere maggiori opportunità d’impiego dovrebbe avere maturato un minimo di esperienza (anche gli stage sono considerati validi in tal senso), e avere dimestichezza con l’informatica e con i nuovi media digitali.

Secondo i manager che hanno risposto al sondaggio, le più grosse penurie sono presentate dai neolaureati in termini di padronanza della lingua inglese e di altre capacità note come “soft skills”, come quelle di lavorare in gruppo, di problem solving e di gestione del tempo. Gli intervistati hanno invece lodato l’orientamento al risultato e la flessibilità dei neolaureati italiani.

Infine è interessante notare che il 79% degli intervistati ha lamentato uno scarso orientamento pratico degli insegnamenti universitari, fattore questo che renderebbe meno competitivi i giovani.

Secondo la ricerca, per aumentare le possibilità di assunzione dei neolaureati bisognerebbe puntare sull’inserimento di insegnamenti mirati al miglioramento delle “soft skills” nella didattica universitaria, sull’offerta di stage durante il percorso di laurea, sul sostegno ai rapporti fra università e aziende e su un potenziamento dell’insegnamento della lingua inglese e dei nuovi media digitali.

 

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