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15 aprile 2012

L’Università di Modena e Reggio Emilia al settimo posto tra le università italiane

Il Times Higher Education assegna all’ateneo emiliano la settima posizione tra le università italiane., a pari merito con altri quattro atenei quali le Università di Ferrara, Pisa, Politecnico di Milano e “La Sapienza” di Roma.
Dopo ottimi risultati in ambito nazionale dovuti al prestigio dell’Università di Modena e Reggio, quest’ultima ottiene risultati invidiabili anche a livello internazionale. Il “weekly British magazine” specializzato in notizie relative all’ “higher education” ha inserito l’Università in questione nella fascia tra il 301esimo e il 350esimo posto nella classifica riguardante le performance dei 400 atenei migliori del mondo.
Che sia la prima volta per l’Università emiliana a rientrare in una così importante classifica relativa alla qualità e al valore degli studi lo afferma fieramente lo stesso rettore prof. Aldo Tomasi: “E’ la prima volta che il nostro Ateneo entra in una classifica internazionale, tra l’altro importante come quella redatta ogni anno da Times Higer Education. In questo modo vediamo premiati i nostri sforzi per rilanciare il prestigio dell’Ateneo presso la comunità scientifica come attesta il punteggio parziale, uno dei più alti, assegnato a Unimore quanto a numero di citazioni. E’ di tutta evidenza che questo parametro è riflesso di una buona, se non elevata, eccellenza scientifica raggiunta dei nostri docenti e ricercatori, base per una valida didattica e per la trasmissione di efficaci competenze e conoscenze“.
Qual è stato il criterio per la realizzazione della classifica? Sono stati 13 gli indicatori di performance raccolti in 5 macrocategorie. Si attribuisce il 30% del punteggio totale alla didattica, alla ricerca (vengono prese in considerazione le pubblicazioni, la reputazione internazionale e fondi) e alle citazioni (intese come grado di considerazione delle pubblicazioni e di influenza nella ricerca). Il restante 10% è attribuito in base alla capacità di ciascun ateneo di attrarre finanziamenti dalle imprese e al livello di internazionalità dell’Università. Per quanto riguarda Unimore, stupisce il fatto che il 50,8% del suo punteggio sia attribuibile alle citazioni.
Il pro-rettore prof Sergio Paba, delegato ai rapporti internazionali, commenta cosi: “La classifica annuale di qualità degli atenei pubblicata dalla britannica THE è una delle più influenti e citate a livello internazionale. La sua caratteristica principale è di tenere conto di una pluralità di indicatori e non solo del numero delle pubblicazioni e del loro fattore di impatto, come tipico di altre classifiche internazionali. Il fatto di rientrare tra i migliori 350 atenei al mondo, e in posizione lusinghiera tra le università italiane, è davvero motivo di grande soddisfazione per il nostro Ateneo. Premia l’attenzione alla qualità della ricerca e della didattica, gli sforzi per aprire l’Ateneo al resto del mondo con le politiche di internazionalizzazione, la capacità di attrarre finanziamenti esterni che hanno caratterizzato l’azione di questi anni. C’è ancora spazio di miglioramento, e solo proseguendo con determinazione su questa strada sarà possibile guadagnare ulteriori posizioni in futuro e consolidare la posizione del nostro Ateneo tra le migliori università italiane ed europee“.

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