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6 aprile 2012

Nanoparticelle polimeriche come veicolo di farmaci antitumorali

Le nanoparticelle, impiegate nel campo bio-medico come portatrici di farmaci antitumorali, potrebbero essere le ultime reclute nella lotta contro il cancro. I risultati ottenuti nella fase iniziale di diversi test clinici, da poco pubblicati su Science Translational Medicine, hanno dimostrato che i medicinali per la cura del cancro trasportati da nanoparticelle polimeriche acquistano in efficacia e possono ridurre la dimensione dei tumori.

I ricercatori della BIND Biosciences di Boston hanno riempito le nanoparticelle con il docetaxel, un noto chemioterapico, e le hanno iniettate nel sangue di 17 persone affette da forme tumorali molto aggressive e resistenti ai farmaci. Quarantadue giorni dopo, il tumore di due dei volontari si è significativamente ridotto, mentre nel caso degli altri pazienti non è aumentato di dimensioni.

Il docetaxel, nel momento in cui viene iniettato nel corpo umano non discrimina le cellule sane dalle cancerose; ben diverso è il comportamento delle nanoparticelle, che rilasciano il loro carico solo quando reagiscono con le molecole sulla superficie del tumore.

“Di conseguenza, i medici dovrebbero essere in grado di aumentare la concentrazione del farmaco senza preoccuparsi dei gravi effetti collaterali tossici”, afferma Jeffrey Hrkach, vice-presidente della BIND. Il dottor Hrkach afferma inoltre che molto presto verranno effettuati ulteriori e più dettagliati esami clinici.

 

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