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4 aprile 2012

Università degli studi di Padova, “Psicopatologia e Cinema”

L’Università degli studi di Padova inaugurerà il 10 aprile 2012 l’ottava edizione della rassegna cinematografica “Psicopatologia e Cinema”, aprendo con la visione del film di Ari Folman Valzer con Bashir.

Attraverso l’analisi filmica si viaggerà all’interno dell’inconscio del regista israeliano, che mosso dalla volontà di ricostruire i fatti di quel massacro portato a compimento dalle Falangi cristiano-maronite nei campi di Sabra e Chatila, tenta di penetrare nel limbo più oscuro di quei ricordi, ascoltando le voci straziate di un unico coro intonare il canto del dolore collettivo.

Non a caso il regista basa il suo racconto su di un sogno confidatogli da un amico, ex combattente in Libano, in cui 26 cani inferociti lo inseguono ogni notte. Il numero è qualcosa di indimenticabile per il soldato israeliano: quando era sul campo di battaglia, troppo cosciente per uccidere gli esseri umani, fu comunque costretto ad abbattere i cani, addestrati a lanciare l’allarme abbaiando all’arrivo dei soldati. Il numero delle vittime era appunto 26. Dopo questo angosciante racconto, è come se il regista si svegliasse da un lungo sonno che ha atrofizzato i suoi ricordi, cancellando le atrocità vissute durante il periodo del combattimento. La scoperta del pernicioso processo mentale che ha coinvolto in prima persona Folman rappresenta la spinta coscienziosa che lo porta a realizzare un film “illuminato”, impegnato nel voler ricucire sprazzi di lucidità degli ex compagni d’armi, per portare alla luce “le memorie dal sottosuolo” e condividerle col mondo.

Quando Hannah Arendt parla della banalità del male, della riduzione cognitiva che porta a dividere il cervello in compartimenti stagni sgretolando le esperienze più dolorose e riducendole in polvere, Folman risponde che ogni singolo granello può e deve essere recuperato, non per rinchiuderlo all’ interno di una clessidra che scandisce un tempo sempre uguale, ma per esporlo, condividerlo e poi liberalo nel deserto umano chiamato esistenza.

La solitudine della memoria infatti, tanto più se pregna di ricordi atroci, porta inevitabilmente all’espugnazione del dolore, destrutturando la nostra percezione in piccoli tasselli che riuniti riaccendono la luce della coscienza: non è un caso se Folman, immediatamente dopo aver avuto l’idea, si rivolge ad un suo amico analista per approfondire cause e concause del processo che ha poi portato alla realizzazione di questo film.

Ciò che il regista propone è un’analisi collettiva che superi le barriere di autodifesa innalzate per dimenticare il massacro, senza portare avanti accuse dirette (si ricordi l’imputazione mossa contro l’allora Ministro della Difesa Ariel Sharon), ma solo riunendo le maglie della catena mnemonica appartenente alla recente democrazia israeliana.

Il dibattito che seguirà la visione del lungometraggio porterà avanti una discussione riguardante “L’inconscio: trauma e rimozione”. La rassegna avrà luogo presso l’Aula Morgagni del Politecnico universitario di Padova e comprenderà altri due incontri: martedì 17 aprile con la visione del film di Sam Peckinpah Cane di paglia, affrontando il tema “Le difese superiori dell’Io”, per poi concludere con la visione del lungometraggio di Ingmar Bergman “Il posto delle fragole”, prevista per il 15 maggio 2012 , chiudendo la rassegna con la discussione riguardante “L’infanzia e la crescita psicoaffettiva”.

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