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7 aprile 2012

Scoperta una nuova classe di stelle all’Università di Pisa

Un esperimento astronomico internazionale a cui ha partecipato anche l’Università di Pisa ha rivelato l’esistenza di una nuova classe di stelle nell’universo. L’indagine è stata condotta su un astro che apparentemente si comporta come una RR Lyrae, stella variabile pulsante che presenta variazioni periodiche nella luminosità, ma che alla fine si è rivelato essere diverso, sia per origine che per struttura interna.

La stella osservata è molto più piccola :  la sua massa è circa 0.26 masse solari, rispetto alla massa di una RR Lyrae normale che è circa 0.5, 0.7 masse solari. In realtà quella che vediamo oggi è ciò che resta di una stella molto più grande, la cui massa era di circa 1.4 masse solari. E’ proprio questa perdita drastica di materia che le ha impedito di seguire una normale evoluzione.

Il dipartimento di Fisica dell’Università di Pisa, riconosciuto internazionalmente per la sua grande tradizione di evoluzione stellare teorica, è stato di grande aiuto nel fornire i modelli teorici per descrivere la struttura e l’evoluzione delle stelle, fondamentali per l’interpretazione di queste osservazioni.

Pier Giorgio Prada Moroni, ricercatore presso il dipartimento, spiega in un’intervista sulla rivista “Nature” , di cui è autore : “A differenza delle RR Lyrae comuni, che traggono energia sia dalla combustione termonucleare di elio in carbonio e ossigeno nel nucleo che dalla combustione di idrogeno in elio in un sottile guscio adiacente al nucleo stesso, la nuova stella variabile è troppo piccola per aver innescato la fusione termonucleare dell’elio e quindi ha un’unica sorgente di energia nucleare, la fusione dell’idrogeno nel sottile guscio che circonda il nucleo di elio. Questa scoperta dimostra che esistono stelle variabili che imitano il comportamento delle RR Lyrae classiche ma che hanno un’origine e una struttura interna completamente diverse“.

 

 

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