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13 aprile 2012

Scoperte Tracce di Vita su Marte!

A breve, le sonde Curiosity ed ExoMars accarezzeranno il suolo marziano.

Marte

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Gli scienziati della Nasa e gli europei dell’Esa, appaiono concordi nel considerare le prossime missioni del tutto nevralgiche e di straordinaria importanza per l’umanità. La concordia trae origine da un tenue e repentino profumo di svolta.

E’ verosimile ipotizzare, infatti, che le due missioni ricordate, rappresentino la base sulla quale progettare la prima spedizione umana sul pianeta rosso.

Una spedizione, epocale ed ancor più significativa di quelle lunari, che offrirà alla scienza aerospaziale e non solo, la possibilità di confrontarsi con atmosfere ed ambienti, fino ad ora del tutto inusitati, e pertanto, avvolti da un alone di mistero dai contorni fantascientifici.

Negli ultimi tempi sono state effettuate diverse scoperte. Sono state rilevate tracce d’acqua allo stato ghiacciato, strane strutture geologiche, scanalature tipiche di ambienti post-fluviali. Con l’ausilio della sonda Viking, nel 1970 sul suolo marziano furono addirittura rintracciate delle strane “impronte”; la cui attendibilità, peraltro, è ancora oggi oggetto di attente analisi.

Di recente, un gruppo di ricercatori delle Università della California e di Siena ha reso noti i dati di un importante studio incentrato appunto sulle famose impronte. Gli studiosi americani ed italiani, dopo aver analizzato attentamente i campioni del suolo marziano, sono riusciti a constatare l’esistenza di tracce di vita biologica ed a riaprire, così, l’annosa polemica.

Per Giorgio Bianciardi, docente di astrobiologia all’Università di Siena : “E’ verosimile ipotizzare che nei campioni marziani analizzati ci fossero tracce biologiche. La recente dimostrazione che gli esperimenti condotti in precedenza fossero in realtà poco attendibili ha riaperto la questione. Dopo aver recuperato i dati ormai antiquati e semi-abbandonati, abbiamo analizzato le variazioni di temperatura misurate all’epoca sui campioni per poi confrontare matematicamente le oscillazioni caotiche del terreno marziano con quello terrestre, ed infine giungere alla conclusione che a quei tempi ci fossero attività biologiche”.

Se le autorità competenti decidessero di accogliere di buon grado i resoconti dello studio italo-americano, allora sì che ci troveremmo dinanzi ad una svolta epocale.

Nel frattempo, però, in barba ai voli pindarici, forse è meglio restare con i piedi per terra; o meglio sul suolo terrestre.

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