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23 aprile 2012

Trapianto di fotorecettori: nuove prospettive per la cura di gravi patologie oculari.

Pubblicata su Nature, una nuova entusiasmante ricerca condotta presso l’Istituto di oftalmologia del College di Londra, che dimostra la possibilità di trapiantare fotorecettori nella retina, come cura di alcune patologie oculari degenerative.

fotorecettori sono neuroni specializzati che si trovano nella retina.

I fotorecettori sono di due tipi: coni e bastoncelli. I coni sono deputati alla visione dei colori (fotopica) e i bastoncelli, invece, sensibili al movimento, sono impiegati per la visione al buio.

Il trapianto è stato effettuato in alcuni topi non vedenti.

Nello studio, i ricercatori hanno iniettato direttamente nelle retine dei topi adulti, i precursori dei bastoncelli, prelevati da giovani topi sani.

Dopo un periodo di circa sei settimane, i topi che hanno subito il trapianto sono stati sottoposti ad un test: dovevano percorrere un labirinto poco illuminato.

I topi che avevano subito il trapianto riuscivano a percorrere il labirinto velocemente e in piena sicurezza, cosa che non erano in grado di fare i topi di controllo (topi non vedenti e non sottoposti al trattamento).

“Abbiamo dimostrato per la prima volta che i fotorecettori trapiantati sono in grado di integrarsi con successo nei circuiti retinici esistenti e migliorare effettivamente la visione. Siamo fiduciosi di essere in grado di replicare presto questo successo con i fotorecettori derivati da cellule staminali embrionali e, infine, sviluppare la sperimentazione umana”. Ha detto Rachael Pearson,autrice della ricerca.

 “Si tratta di uno studio fondamentale –ha continuato la Pearson– che fornisce una chiara evidenza di recupero funzionale nell’occhio danneggiato attraverso il trapianto di cellule, offrendo un importante sostegno allo sviluppo di terapie basate sulle cellule staminali per affrontare molte patologie oculari che colpiscono milioni di persone in tutto il mondo.”

 Inoltre la ricerca apre la strada allo sviluppo di nuove tecniche di riparazione del sistema nervoso centrale che sfruttino le cellule staminali e le loro ottime capacità di integrazione.

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