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Una Bocconi contro l’idea comune!

Redazione Controcampus 9 Aprile 2012
R. C.
19/06/2021

L’Università pubblica italiana offre un’istruzione di altissimo livello.

Questo, è un dato di fatto. La storia degli ultimi due secoli ci conferma come le migliori scoperte in ogni campo della ricerca siano scaturite da cervelli italiani.

Ciò nonostante di anno in anno aumenta il numero di studenti che decidono di proseguire gli studi presso atenei privati. Che questi ultimi possano favorire l’inserimento nel mondo del lavoro? Senza ombra di dubbio. Ma contro l’idea vigente, secondo la quale in una Università privata lo studente sia facilitato per il semplice fatto che sostiene una retta annuale di portata consistente, è interessante ripercorrere il percorso di una studentessa che da una Università pubblica si è spostata ad una Università privata e capire finalmente quali sono le reali differenze tra le due istituzioni.

Intervista a I.C. – studentessa Bocconi

Conclusa la maturità hai deciso di iscriverti alla Facoltà di Scienze Statistiche presso una Università pubblica. Quali sono stati i tuoi criteri di scelta?

Ho scelto la triennale un po’ inconsapevole di cosa avrei fatto. Nessuna vera passione, né idea precisa della statistica ma la curiosità per una materia scientifica e abbastanza tecnica che vedevo ben spendibile nel mondo lavorativo.

Così mi sono iscritta alla Facoltà di Scienze Statistiche, percorso Statistica, Impresa e Mercati dell’Alma Mater Studiorum, Università di Bologna.
Nei tre anni mi sono trovata a fare molti esami tecnici, in cui sviluppavamo modelli statistici e imparavamo ad usare vari software e spesso mi rendevo conto che non ero interessata alla logica matematica e rigorosa dietro ai modelli ma avrei voluto qualcosa più applicato alla realtà. La sensazione era che parlavo continuamente di x e y senza sapere cosa potessero essere nella realtà!
Durante il terzo anno ho fatto 250 ore di tirocinio in una società che fa ricerche di mercato, e lì ho capito che quella applicazione della statistica non faceva per me!

Così all’inizio del mio ultimo semestre di triennale ho iniziato a cercare percorsi di economia che mi potevano interessare di più per il successivo corso di Laurea Specialistica. Qualcosa di più concreto, che non parlasse solo di variabili e modelli, ma che includesse in questo tecnicismo aspetti di vita reali e concreti. 

Il mio desiderio non era cambiare completamente ma “aggiustare il tiro” trovando qualcosa che mi potesse dare la possibilità di metterci del mio!

Come sei arrivata alla Bocconi?

Ero incuriosita perché la stava già frequentando mio fratello e ne era molto soddisfatto.

Così ho fatto il test d’ingresso e una volta superato, mi sono iscritta al corso di Laurea Magistrale in Discipline Economiche e Sociali.
Il corso di laurea era ciò che cercavo: ovvero mescolava a modelli statistici e matematici, teorie economiche e sociali.

Come ti rapporti con l’idea di studiare in una Università privata?

Devo dire che me ne vergogno un po’! Soprattutto all’inizio mi rifiutavo di dire che studiavo proprio alla Bocconi, preferivo restare sul vago con un semplice “studio economia a Milano”! Sembra stupido ma è così! 

Io sono molto favorevole all’istruzione pubblica e sono rammaricata e dispiaciuta di notare con la mia pelle che delle differenze, ahimè, ci sono.

Cosa hai trovato di vantaggioso in una Università privata?

A dire il vero non credo ci siano dei veri “vantaggi”, piuttosto delle opportunità che puoi sfruttare o meno.
La grande differenza che io ho notato tra l’Università pubblica e privata è il clima che si respira. Tutti gli studenti sono motivati. Tutti sono alla ricerca della loro strada, non c’è chi tenta gli esami o chi va a lezione per perdere tempo. Sarà per il costo che si sostiene o sarà per l’ambiente in cui si è, ma la sensazione è che tutti prendano l’Università seriamente.

Ciò ha anche il risvolto negativo, ovvero un senso di inadeguatezza continuo che si crea tra gli studenti, un “non sei mai abbastanza” in confronto agli altri. Ciò che fuori dalla bocconi sono esperienze importanti, lì diventano il minimo che tu possa fare (ad esempio: stage all’estero, campus intensivi estivi, in-company training …).
Non sono ancora riuscita a capire se questo clima è attribuibile all’istituzione università o ai ragazzi che si trovano li!! 

In generale credo che l’Università privata abbia la possibilità di offrire tante opportunità (solo per dirne una, hai la possibilità di fare un incontro con degli orientatori per capire un po’ quale lavoro potrebbe essere adatto alle tue attitudini, oppure tantissimi cineforum anche in lingua, conferenze, giorni sponsorizzati dalle azienda che ti fanno conoscere il loro ambiente attraverso dei lavori di gruppo …).

Credi che l’Università privata favorisca più della pubblica l’ingresso nel mondo del lavoro?

Sicuramente l’organizzazione è ben salda! Ma non sono i docenti della Bocconi a trovarti lo stage! Loro mettono a disposizione una bacheca in cui le aziende pubblicano posizioni aperte, poi la selezione sta a te! Ti giochi tu le tue carte, non la Bocconi per te!

Inutile nascondere che l’Università privata, e soprattutto, una Università privata di prestigio come la Bocconi, ha un “nome” che conta sulla scena lavorativa italiana e questo è senza dubbio un vantaggio che ti da. E’ come avere il vestito di marca quando ti presenti!
Ma al di là di questo e dei tanti pregiudizi che, io per prima avevo, devo dire che è un’Università molto seria in cui ho visto davvero meritocrazia. Per quanto si possa pensare, io non ho mai visto favoritismi o “spinte”! 

I corsi sono generalmente ben tenuti e sviluppati. Molti insegnanti sono anche rinomati per i loro meriti ma ti assicuro che, contro la leggenda metropolitana, gli esami non si superano per il semplice fatto che stai pagando la retta! Il sistema è molto ferreo, ci sono regole rigide: solo 3 appelli all’anno, e senza la possibilità di rifiutare i voti.

Un’ultima domanda ancora. Consiglieresti l’Università privata di questi tempi?

Non so se consiglierei l’Università privata, ma, anche se a malincuore, ammetto che consiglierei la Bocconi. Rimango sempre nella speranza che l’Università pubblica riesca un giorno ad offrire un servizio di altrettanta qualità, ma per la mia piccola e personale esperienza, la Bocconi vale non solo per il suo nome!

Ecco. In questi ultimi anni abbiamo assistito al fenomeno disoccupazione in crescita vertiginosa, abbiamo visto e toccato con mano la difficoltà che incontra uno studente neolaureato ad inserirsi nel mondo del lavoro. Molti hanno trovato la soluzione a questo problema iscrivendosi presso atenei privati, sempre in prima fila sul mercato, grazie anche al loro nome di prestigio, alla loro storia e ai loro metodi.

Questo spiega il successo delle istituzioni private nel nostro Paese, che ha un’ampia offerta di Università pubbliche.

Ma non è tutto. L’Università privata, oggi, vale di più in Italia anche per gli studenti che la vivono.

Contro l’idea comune secondo la quale l’Università privata sia una sorta di strada asfaltata in cui lo studente può con un minor sforzo raggiungere traguardi pari o superiori a quelli raggiunti in una Università pubblica, questa intervista sembra voler dire il contrario.

L’Università pubblica è purtroppo oggi affollata da una percentuale di studenti privi di dedizione e ambizione i quali sono interessati a spendere qualche anno parcheggiati sotto l’appellativo di studenti universitari in vista forse di tempi migliori.

Ma la colpa non sta mai da una parte sola si sa. La situazione italiana attuale non ci stimola di certo ad affrontare la carriera universitaria con motivazione perché troppo spesso affranti da un futuro ora più che mai incerto. Ma è importante tenere a mente che le istituzioni pubbliche siamo prima di tutto noi e soltanto il nostro interesse e la nostra passione per i nostri campi di studio possono rendere una Università dignitosa, sia questa pubblica o privata.

© Riproduzione Riservata
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Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro. Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte. Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Il suo successo si riconosce da subito, principalmente in due fattori; i suoi ideatori, giovani e brillanti menti, capaci di percepire i bisogni dell’utenza, il riuscire ad essere dentro le notizie, di cogliere i fatti in diretta e con obiettività, di trasmetterli in tempo reale in modo sempre più semplice e capillare, grazie anche ai numerosi collaboratori in tutta Italia che si avvicinano al progetto. Nascono nuove redazioni all’interno dei diversi atenei italiani, dei soggetti sensibili al bisogno dell’utente finale, di chi vive l’università, un’esplosione di dinamismo e professionalità capace di diventare spunto di discussioni nell’università non solo tra gli studenti, ma anche tra dottorandi, docenti e personale amministrativo. Controcampus ha voglia di emergere. Abbattere le barriere che il cartaceo può creare. Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. Nasce Controcampus.it, primo portale di informazione universitaria e il trend degli accessi è in costante crescita, sia in assoluto che rispetto alla concorrenza (fonti Google Analytics). I numeri sono importanti e Controcampus si conquista spazi importanti su importanti organi d’informazione: dal Corriere ad altri mass media nazionale e locali, dalla Crui alla quasi totalità degli uffici stampa universitari, con i quali si crea un ottimo rapporto di partnership. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto