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21 aprile 2012

Unisa: la rivoluzione velata

A prescindere dalle tradizioni, dalle culture che sempre in ogni dove, per una sorta di rispetto dell’operato degli avi, deve essere, non dico condiviso, ma quanto meno osservato, pure a distanza.

Dove le tradizioni, però, si intrecciano in modo malsano alla quotidianità, all’assetto politico vigente e conforme alle necessità proprie di uno stato allora sorgono ripensamenti e dubbi.

Quali comportamenti adottare nel caso in cui religione e politica si scambiano le vesti? Come reagire quando diritti acquisiti e consolidati vengono strappati via da credenze altrui?

A un mese dalle elezioni del partito di ispirazione islamica nel Maghreb – la zona che comprende Tunisia, Algeria e Marocco – si diramano le rivolte per un governo laico e incline alla modernità. A manifestare sono soprattutto le donne, consapevoli dei loro diritti acquisiti e parità tra i sessi, sanciti dall’art. 19 del nuovo testo costituzionale, adottato in seguito al referendum del 1ᵒ luglio 2011 in Marocco.

Il nuovo governo, restio alla modernità, in quanto colpevole di corruzione e criminalità – almeno secondo la mentalità islamica – ha chiara l’idea di un’atavica visione della donna come schiava sessuale e derelitta alle faccende domestiche. Inoltre non è mai stata vietata la poligamia, così come il matrimonio di ragazze appena tredicenni.

È per questo che la donna continua a mirare ai propri diritti, come essere umano e come individuo assestante non subordinato dalla figura maschile come simbolo di virilità e di pater familias. La gestione della casa, la vita reclusa alle attività domestiche non sono più gli obiettivi della donna contemporanea.

Il mondo è continuamente in evoluzione.

“Per un dialogo corretto ed equilibrato occorre creare lo spazio del rispetto”.
Sarà Leila El Houssi ad aprire con queste parole l’incontro che si terrà 23 aprile 2012, ore 14.30, Campus Fisciano, aula 9 Lingue.

Coordinatrice del Master Mediterranean studies presso la Facoltà di Scienze Politiche di Firenze, El Houssi è italiana ma ha origini tunisine, di qui il suo interesse per gli studi si Storia dei paesi extraeuropei e soprattutto il tema principale dell’incontro: la donna come protagonista dei propri diritti.

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