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22 aprile 2012

Unisa: Rieducazione e teatro

Città di Eboli, Istituto a custodia attenuata per il trattamento dei tossicodipendenti (ICATT).

Il  Castello “Colonna” dalle antiche origini quattrocentesche, con torri di epoca sveva e normanna, adornato all’interno di pregevoli opere d’arte, ormai quasi tutte trasferite inserito nello scenario antico di una Vecchia Eboli, contornata da pini marittimi e da edifici pregni di storia – di cui anche le fornaci romane, dimenticate – è il centro di un’altra realtà: l’ICATT.

A prescindere dalla situazione Castello alias Carcere, almeno all’intero della struttura persistono delle attività di educazione e istruzione dei detenuti. Laboratori musicali, di artigianato e soprattutto teatrali sono la migliore cura per gli spiriti non inclini alla società civile, a quello che viene definito “stato di diritto”.

I bocciati al corso di ius civile possono interfacciarsi a due realtà ben definite: l’abbandono e la penuria oppure l’accompagnamento verso la “riabilitazione”.

È proprio ad Eboli, in provincia di Salerno, che operatori organizzano laboratori di cui le opere finali vengono poi esposte e mostrate all’esterno. Di qui l’attività di Pino Turco, che già da anni opera nell’arte e in quello rieducativo, ma soprattutto noto per la regia del “Fantasma dell’Opera”, e l’operato in “Uommene&Tambure”.

A conclusione del laboratorio di teatro, si parlerà il 23 aprile alle ore 14,30 in aula 8 della Facoltà di Lingue e Letterature straniere in UNISA dello spettacolo teatrale O’ cunto d’o’  quatto e’ coppe già realizzato in gennaio. Lo spettacolo ha come principale tema il disastro ferroviario di Balvano del ’44, considerato come il più atroce tra i deragliamenti in Italia, con una stima dei deceduti di 521 individui.

Il disastro ferroviario di Balvano è, a oggi, un mistero irrisolto che ha sulla coscienza vittime di cui solo una parte è stata identificata, vittime che sono state seppellite in fosse comuni e lì dimenticate in quel triste risucchio ferroviario.

Non successe molto lontano da dove ci troviamo: il treno avrebbe dovuto percorrere una galleria sulla linea “Battipaglia-Potenza”, ma il governo è il solito groviglio di spazzatura, le azioni burocratiche lente e le conclusioni giudiziarie superficiali.

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