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7 Maggio 2012

Daniel Suelo: l’uomo che vive senza soldi

“Indirizzo: Ovunque io mi trovi adesso, Stati Uniti. Vivo senza soldi dall’autunno del 2000. Non uso e non accetto soldi, né buoni pasto o qualsiasi cosa simile. La mia filosofia mi spinge a vivere solo di quello che trovo in natura o di quello che è stato scartato e abbandonato. Non penso che il denaro sia cattivo o buono: come potrebbe un’illusione essere buona o cattiva? Attaccarsi a un’illusione fa di noi stessi un’illusione, non ci rende reali. Semplicemente mi sono stancato di riconoscere come vera questa credenza comune che sono i soldi. Semplicemente mi sono stancato di non sentirmi reale. Il denaro è una di quelle cose intriganti che sembra reale e funzionale solo perché due o più persone ritengono che sia reale e funzionale”.

Si presenta così Daniel Suelo, l’uomo che dall’autunno del 2000 ha deciso di rivoluzionare la propria esistenza e di cambiare vita. A 39 anni, la scelta consapevole di rinunciare a tutto, ai soldi, ai beni materiali e alle frivolezze, e di ricominciare, lontano dalla società economica e dal consumismo.

Quando non è in giro per tutti gli Stati Uniti, Suelo vive in una grotta nel deserto, poco lontano dalla città di Moab, nello Utah, sfruttando ciò che la natura generosa gli offre.

Un cambiamento radicale reso ancora più importante dalla decisione di voler cambiare il proprio cognome: nato a Denver come Daniel James Shellabarger, oggi è conosciuto in tutto il mondo come Daniel Suelo, una scelta accurata, che rispecchia il nuovo stile di vita: suelo, infatti, è un termine spagnolo che significa terra, suolo.

In tempo di crisi, niente potrebbe essere più di ispirazione della straordinaria storia di questo coraggioso uomo che non ha avuto paura di rinunciare a tutto ciò che troppo spesso una persona comune non riesce a raggiungere in una vita intera. Nato da una famiglia agiata, Suelo ha voluto liberarsi dall’ingiustificato potere che i soldi hanno sulle persone, scegliendo per se stesso una vita migliore, vera, reale, fatta di momenti presenti e non di rincorse al futuro o di rimpianti per il passato.

Da 12 anni Daniel Suelo vive in una grotta, nutrendosi dei frutti della natura o degli animali morti che trova sul ciglio della strada. Si lava in un torrente e si veste con gli abiti che trova tra i rifiuti. Ogni tanto si concede uno strappo alla regola, cedendo al baratto per procurarsi riso, fagioli e i molti libri accatastati sul fondo della sua caverna. Si impone un unico imperativo: i soldi sono banditi. Rovinano i rapporti interpersonali, condizionano l’esistenza e, il più delle volte, sono la causa di malessere e malcontento.

Monyless World, Free World e Priceless World, un mondo senza soldi, libero e senza prezzo: questa la sua filosofia. La scelta di vita fuori dal comune, in certi sensi anacronistica, tuttavia non ha allontanato Daniel Suelo dalla comunità e, soprattutto, dalla tecnologia, tanto che gestisce un blog, zerocurrency, in cui racconta la sua esperienza nella speranza di avvicinare e sensibilizzare le persone.

Questa non è l’unica realtà monyless. Stando all’ultimo rapporto del Pew Research Centre, sono molte le persone che scelgono di abbracciare nuove forme di economia, a sostegno dell’ecosolidale, con una forte propensione di ritorno al baratto. Scelta consapevole o necessità per far fronte alla crisi? In ogni caso è una risposta positiva ai tempi che corrono, una speranza per il futuro e per una vita migliore in cui non vincono i soldi ma le persone e le idee libere.

C’è un piacere nei boschi senza sentieri, c’è un’estasi sulla spiaggia desolata, c’è vita, laddove nessuno s’intromette, accanto al mare profondo e alla musica del suo sciabordare: non è che io ami di meno l’uomo, ma la Natura di più…” [tratto da Into the Wild].

 

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