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2 Maggio 2012

Quando il classico si tinge di barbaro

 I barbari, nei discorsi di oggi, sembrano avere nuova vita. No, non stiamo tornando al tempo di Attila, e non stiamo neanche facendo considerazioni sprezzanti sugli stranieri, quelli che per gli ateniesi erano i balbuzienti, coloro che non sapevano parlare la propria lingua, giocando sulla ripetizione del termine bar-bar.

La loro era una lingua non pura,‭ ‬diversa da quella che era la lingua della cultura e del potere.‭ ‬I greci infatti avevano imposto la loro visione del mondo secondo concetti che usiamo ancora oggi.‭ ‬Barbarico per i greci era qualcosa inferiore culturalmente e non solo,‭ ‬un termine quindi che aveva un forte valore qualitativo.

Arrivando al 900, il termine viene ripreso da Pasolini, che gli dona nuovi spunti. Pasolini aveva rovesciato il valore del termine,‭ ‬dicendo che il vero interesse che lui provava come artista era verso i barbari, ossia coloro che vivevano in modo alternativo dalla tradizione, qualcosa di fortissimo valore artistico.‭

Baricco recentemente pubblica un saggio dove espone il suo interesse per i barbari, che perdono ogni connotazione negativa. Barbari sono coloro che si sono formati con un’altra cultura,‭ ‬che hanno creato una nuova cultura e che hanno quindi trasformato il concetto stesso di cultura, come coloro nati nell’epoca di internet.‭

‭Suggestioni molto diverse, ma che implicano riflessioni sulle origini della civiltà e su tutto ciò che le è contrario. E Barbarie si chiamerà proprio il ciclo di letture e lezioni classiche promosso nell’Università di Bologna, che vedrà illustri protagonisti della cultura contemporanea confrontarsi con i classici, affidati alle parole e alle voci di grandi attori del nostro tempo.

‭Il ciclo, promosso dal ‬Centro studi La permanenza del Classico dell’Alma Mater, diretto dal rettore Ivano Dionigi, si dividerà in 5 incontri che avverranno ogni giovedì di maggio, alle ore 21, nell’Aula Magna di Santa Lucia ed in videocollegamento nella vicina Aula Absidale.

Lo spettacolo, di cui possiamo trovare il programma sul sito dedicato, si avvarrà della sinergia tra professori e ricercatori dell’Università di Bologna, che hanno ritradotto i testi classici e introdurranno i vari appuntamenti, con l’ausilio di poeti, filosofi, psicanalisti e attori noti al grande pubblico, come Giulio Scarpati e Toni Servillo.

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