• Google+
  • Commenta
24 Maggio 2012

Quasi, quasi… scappo all’estero!

Purtroppo il numero degli alunni iscriti nelle Università italiane diminuisce. Nel 2011 su dieci soltanto tre ragazzi diciannovenni hanno voluto continuare gli studi dopo il diploma.

Entro il 2020 l’Unione Europea richiede un titolo di laurea per il 40% dei trentenni. Purtoppo il peso della crisi economica si fa sentire insieme alla poca motivazione (aumentata dal 10% al 14%) dei ragazzi poichè non si trova facilmente occupazione (la disoccupazione giovanile è passata dal 22,8% del 2008 al 35,9% di quest’anno).
Il Direttore dell’AlmaLaurea, Andrea Cammelli, fotografa una realtà poco positiva e dice che: “investire sull’istruzione superiore aiuta a far crescere il paese”. Un dato positivo c’è: vi è la diminuzione drastica dei fuoricorso.
Gli studenti italiani pur ritrovandosi a fare i conti con un difficile scenario economico sono pronti a fare sacrifici per riuscire ad avere un occasione. Il 32% fà trasferte di lavoro mentre il 41% cambia residenza, il 44% dei ragazzi è pronto a lasciare l’Italia.
Se andiamo a cercare fra i laureati specialistici troviamo una selezione sociale più ampia infatti sono culturalmente disposti a spostarsi e hanno più esperienze negli studi.
La riforma, diversificando l’offerta formativa, ha creato un ritardo all’immatricolazione paragonabile in un paio di anni.
Se valutiamo il terreno dei tirocini nel rapporto si evince che il 55 per cento di ragazzi laureati ha partecipato a un corso di tirocinio e così si può dire che il tirocinio aumenta la probabilità di riuscire a trovare lavoro del 13,6 per cento.

Google+
© Riproduzione Riservata