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9 Maggio 2012

Unibo crea il master per la gestione dei beni confiscati alle mafie

La confisca dei beni è una delle armi più efficaci alla lotta contro la criminalità organizzata. Spesso, però, le procure italiane e i dirigenti degli enti pubblici hanno manifestato le loro lamentele riguardo la gestione di questi beni. Ciò che è stato sottratto alle mafie, può essere riutilizzato da enti locali o da soci cooperativi per essere reinserito nel mercato e produrre ricchezza pulita, lontano dall’ombra della criminalità.

Per far fronte alla mancanza di professionalità di chi gestisce i beni confiscati, l’Alma Mater Studiorum ha creato un nuovo master in ”Gestione e riutilizzo dei beni confiscati alle mafie. Pio La Torre”. Obiettivo del master è creare delle figure professionali che siano capaci di gestire e custodire un bene confiscato dal momento della confisca fino al momento in cui diviene oggetto di una richiesta di assegnazione con fini sociali ( ex legge 109/1996), cosa che permetterà la produzione di ricchezza pulita attraverso beni costruiti da organizzazioni criminali.

Per poter riconsegnare alla società il bene confiscato è necessario interagire con l’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata e successivamente richiedere l’assegnazione dei beni e/o aziende secondo le modalità previste dalla legge 109/1996 come enti Locali o come soci cooperativi. Contemporaneamente il bene deve essere adeguatamente custodito. Queste sono le più importanti mansioni che il professionista, che il nuovo master andrà a creare, dovrà svolgere.

Il master è di primo livello (60 crediti) con 200 ore di lezione frontale e 375 di stage. Il prossimo venerdì 23 novembre inizieranno i corsi, per poi finire il 20 aprile 2014. Le lezioni si terranno un fine settimana (3 giorni) al mese. I posti sono al massimo 40, sono però necessari almeno 10 posti per l’attivazione del master. Per accedere è prevista una selezione sulla base di un colloquio motivazionale e sulla valutazione dei titoli. È prevista una frequenza obbligatoria almeno pari al 70% delle lezioni. Il percorso formativo è rivolto principalmente a professionisti (avvocati, commercialisti), operatori di società cooperative, funzionari degli enti locali. Il costo è di 3500 euro e sono previste delle borse di studio.

Il master è sostenuto e patrocinato da moltissimi enti e istituzioni: Comune di Bologna, Regione Emilia Romagna, Provincia di Bologna, Regione Puglia, Procuratore Capo della Repubblica di Bologna e altri magistrati della Procura, Guardia di Finanza, Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, Avviso Pubblico, CoopAdriatica, Gruppo Unipol, Legacoop Bologna, Cooperare con Libera Terra, Coopfond. Inoltre c’è la compartecipazione dell’Associazione Libera. Questa compartecipazione e rientra nelle finalità dell’accordo di cooperazione culturale tra l’Università di Bologna e Libera, siglato nel 2006 e rinnovato nel 2010.

Questo il link che reindirizzerà alla pagina dedicata al master all’interno del sito dell’Università di Bologna: http://www.unibo.it/Portale/Offerta+formativa/Master/2012-2013/Gestione_e_riutilizzo_di_beni_e_aziende_confiscati_alle_mafie_Pio_La_Torre.htm#caratteristiche

Il master è intitolato a Pio La Torre, deputato siciliano a cui si deve la legge che ha introdotto il reato di associazione mafiosa e la confisca dei beni ai mafiosi come strumento di contrasto alle associazioni criminali. La Torre fu assassinato il 30 aprile 1982. La legge Rognoni-La Torre 646/1982 venne approvata solo il 13 settembre 1982.

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