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6 Maggio 2012

Università: la crisi economica colpisce anche le migliori

La crisi economica colpisce ancora e stavolta a pagarne le conseguenze è uno dei più prestigiosi atenei al mondo: l’Università di Oxford.

Soddisfazione degli studenti, valutazione della ricerca accademica, carico di spesa sostenuta per i servizi universitari e quella per i servizi agli studenti, oltre alle prospettive di lavoro per i laureati sono questi i parametri fondanti della classifica stilata in UK per giudicare le migliori università del paese.

Si chiama The Complete University Guide 2012, la classifica delle 116 università più efficienti della Gran Bretagna, che quest’anno, con grande stupore, vede l’università di Oxford scendere al terzo posto, superata dalla londinese School of Economics.

In testa alla classifica delle prime dieci università si posiziona Cambridge seguita dalla London School of Economics, Oxford, Imperial College di Londra, Durham, Warwick, St. Andrews, University College di Londra, Lancaster e Bath.

Secondo Kingston, ideatore della guida, “per i laureati il mercato del lavoro rimane di difficile accesso e questo si riflette nella classifica”. Probabilmente alcune università meglio di altre hanno saputo adattarsi al cambiamento che la crisi economica ha portato con sé e sono riuscite a creare un giusto equilibrio tra la domanda e l’offerta.

Inoltre, l’autore mette in luce il fatto che “le università ai primi tre posti offrono effettivamente una formazione accademica ai massimi livelli” e che la London School of Economics nonostante metta a disposizione una varietà di corsi più ristretta rispetto ad Oxford, negli ultimi tempi ha registrato un tasso maggiore di laureati occupati.

Per la prima volta dopo dodici anni le università di Cambridge ed Oxford non condividono le prime due posizioni.

Certo tante cose sono e stanno cambiando. inoltre, di fronte alla crisi economica anche le università cercano degli escamotage per acquisire nuovi iscritti non solo per la sopravvivenza dell’ateneo in sè quanto per garantire ai futuri dottori una formazione adatta ai tempi e perchè no, un più rapido inserimento nel mondo del lavoro.

 

 

 

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