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1 giugno 2012

Chi cerca trova… ma poi trova davvero ciò che cerca?

Poco meno di un mese fa il nostro giornale ha pubblicato un articolo in occasione dei festeggiamenti del primo maggio. Il pezzo si intitola Al lavoro, il primo maggio non è ancora finito (L.T.) e sostanzialmente parla di impiego, precariato e scarsità di lavoro. La sua genialità sta però nel modo in cui lo fa: ribalta la medaglia mostrandone la faccia dell’azione, ci presenta un gruppo di attrici bolognesi, la compagnia teatrale Rosa Rosae, che, nel giorno della Festa dei Lavoratori, ha messo in scena la sua opera E sei anche fortunata …, rappresentazione di varie situazioni lavorative riprese direttamente dalla realtà, dai giorni nostri.

Le donne del Rosa Rosae hanno tutte tra i 25 e i 35anni e tutte hanno conosciuto, o conoscono ancora, il precariato. Il loro intento è quello di spingere alla riflessione attraverso il teatro, di provare a cambiare l’attuale situazione, situazione che molti non tentano nemmeno di mettere in discussione.

Per fortuna esse non sono le sole a pensarla così, a voler agire. Infatti in Italia moltissimi giovani si dicono stufi di questo sistema vigente, stufi degli stage non pagati, della mancanza di lavoro e del dover, per forza di cose, accantonare le loro aspirazioni. Questo, Signore e Signori, è il quadro generale italiano, non sembra cambiare, purtroppo, è sempre, salvo rare eccezioni che sono ovviamente le benvenute, la stessa storia che si ripete.

Finalmente è arrivato il giorno della tua laurea, finalmente ti sei liberato dei libri e delle interminabili ore di studio e ti senti, in un certo senso, una persona completa, fatta e formata. Questo sentimento però è destinato a durare un tempo breve. Terminati i festeggiamenti, l’ilarità, i complimenti, arrivi a trovarti di fronte ad un bivio che, per le tante vie che ti propone, potrebbe benissimo definirsi un plurivio. Ti si presentano davanti varie scelte tra corsi di formazione, specializzazioni, dottorati, master ed un lavoro.

Quelli di noi che sono intenzionati a sistemarsi, come dicevano i nonni, scelgono la via del lavoro. In questo caso, ragazzi miei, è necessario armarsi di Santa Pazienza! La strada che porta a questo obbiettivo è tortuosa e piena di porte che stanno lì pronte ad esservi sbattute in faccia. Sì, lo so, è un’espressione un po’ forte ma, purtroppo, almeno per quanto mi riguarda e per le testimonianze che ho sentito, è così.

Prendete me, per esempio. Lo scorso marzo ho terminato l’università con una bella laurea magistrale in lingue e, sin da subito, mi sono tuffata a capofitto nella ricerca di un impiego, ho vagliato mille offerte di lavoro, ho spedito centinaia di curriculum e ricevuto un numero importante di risposte negative, tutte recitavano la stessa parte:” Il nostro organico è al completo al momento ma il suo CV verrà tenuto in considerazione per eventuali assunzioni future”. Certo, non ho mai pensato che sarebbe stato facile me devo ammettere che, peccando di modestia, spesso mi sono detta:” In fondo abito in una città turistica e portuale, una laureata in lingue la prenderanno subito!” Sbagliato!

Forse, come dicono gli anziani nelle piazze del mercato, è colpa di questa crisi, o forse è colpa della staticità dei posti di lavoro, oppure del mio scarso curriculum. Non ve lo so dire miei cari lettori, quel che so è che non sono da sola, tanti laureati sono sulla mia stessa barca. E così nasce in noi L’arte di arrangiarsi: si danno ripetizioni, ci si offre come baby-sitter, si fa volontariato o servizio civile, ci si improvvisa pasticceri confezionando dolcetti per una pasticceria locale, si portano curriculum ovunque per racimolare qualche soldino e provare a crearsi una piccola e propria indipendenza.

Alcuni provano anche ad imparare un mestiere della propria tradizione regionale perché incentivati. A questo proposito ho un aneddoto in serbo per voi: pochi giorni fa sono stata in Sardegna, a trovare mia nonna, artigiana del telaio secondo lo stile antico; sua cognata, invece, ha una piccola impresa di tessitura “moderna” e, chiacchierando, mi ha raccontato che recentemente la Regione, insieme con la Comunità Europea, ha stanziato dei fondi per insegnare e far imparare alle giovani donne dell’Isola a lavorare al telaio. Un’iniziativa encomiabile, per carità, ma volete sapere chi si nasconde fra le alunne della classe formata da dieci disoccupate? Ben cinque ragazze laureate, di cui tre di loro col massimo dei voti. Ecco qua un bell’esempio della così detta Arte di arrangiarsi. Ora, la mia è solo una supposizione, ma forse queste ragazze hanno scelto questa opzione perché, cercando, non trovavano, forse non volevano trasferirsi in altre regioni o all’estero per lavorare, io questo non lo so, posso solo immaginarlo e azzardare un’altra riflessione, un pensiero sul rifiuto di spostarsi all’estero: mi sento di condividere questo rifiuto, è giusto voler lavorare in Italia, voler mettere le proprie capacità a servizio della forza lavoro nazionale. Perché, per le scarse possibilità presenti, dobbiamo avere sciami di cervelli in fuga? I laureati italiani sono un patrimonio importantissimo, sono un tesoro che l’Italia deve conservare per se e non cedere al miglior offerente.

Per quanto l’esperienza estera sia ben gradita e serva ad ampliare la propria formazione lavorativa deve restare un’esperienza, una parentesi, deve essere seguita da un ritorno, non deve essere una migrazione definitiva. Certo, è pur sempre una possibilità, una fra le tante, moltissime possibilità che si presentano davanti ai nostri occhi di neolaureati. Per scegliere, o meglio, per scovare l’opportunità giusta però ci vuole tanta tenacia, un sacco di pazienza, fiumi di carta per i nostri CV e, perché no, un pizzico di fortuna.

In questi ultimi tempi si sta discutendo moltissimo di lavoro e di opportunità di lavorare all’estero che vengono colte o meno, sono stati scritti molti articoli in proposito, ve ne consiglio, tra i tanti, due miei cari, buona lettura e buona (continua) ricerca!

http://host.uniroma3.it/uffici/stampa/ecostampa/utility/imgrs.asp?numart=%246BI&annart=2012&numpag=1&tipcod=0&tipimm=0&defimm=1&tipnav=1&isjpg=S&small=N&usekey&typedb=4&video=0

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