• Google+
  • Commenta
27 giugno 2012

Il Journal of Neuroscience pubblica una ricerca cagliaritana

 

Un riconoscimento meritato e dovuto, ma al contempo lusingante per il gruppo di ricercatori sardi, quello della prestigiosa rivista di scienze americana che ha pubblicato una ricerca sull’aggressività patologica, frutto di una collaborazione fra Marco Bortolato, Research Assistant Professor della University of Southern California, e alcuni ricercatori della sezione di Neuroscienze del Dipartimento di Scienze Biomediche.

Gli assegnisti Roberto Frau e Angelo Casu, e gli “strutturati” Miriam Melis, Paola Castelli, Giovanna Flore e Paola Devoto hanno studiato, assieme ai colleghi statunitensi, che l’aggressività patologica presente in alcuni roditori può essere placata agendo su un particolare recettore cerebrale, trovando una soluzione che non funziona solo con i topi ma che può indicare cure farmacologiche trasferibili anche all’uomo.

Alcune situazioni particolarmente stressanti fanno emergere un’aggressività che può degenerare in patologia se la reazione si manifesta in modo eccessivo, caratterizzata da troppa violenza e scatti d’ira e ciò – come spiega la ricerca – è dovuto, nei topi come negli esseri umani di sesso maschile, a un deficit congenito dell’enzima monoamino-ossidasi A (MAO A). C’è dunque una predisposizione genetica all’aggressività patologica.

Non è la prima volta che i giovani ricercatori sardi collaborano con Bortolato, c’è anzi una lunga lista di fruttuosi lavori portati a termine con successo a dimostrazione di quanto siano importanti gli scambi fra l’Ateneo cagliaritano e i laboratori all’estero, uno di questi è lo studio – sul quale lo stesso team aveva ottenuto ottimi risultati – della Sindrome di Tourette, un disordine neurologico che ha esordio nell’infanzia e che si manifesta in tic motori e fonatori incostanti, la cui gravità può variare da estremamente lievi a invalidanti.

 

Google+
© Riproduzione Riservata