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7 giugno 2012

L’odore della pelle: cambia e diventa “profumo” quando si diventa anziani

Come si dice? Puzza di vecchio? Mai accostamento di parole fu più sbagliato! Già, perchè stando a quello che i ricercatori del Monell Chemical Senses Center di Filadelfia (USA) hanno scoperto grazie alla loro ricerca pubblicata su Plos One, l’odore della pelle cambia con l’avanzare dell’età, ma ciò che più ha stupito è che cambia in meglio quando si raggiunge la vecchiaia e non in peggio come si è abituati a pensare.

Il neuro scienziato sensoriale, Johan Lundstrom, che ha diretto la ricerca in collaborazione con gli svedesi del Karolinska Institute, non ha solo voluto provare come gli uomini siano in grado di identificare l’età di una persona dall’odore che emana, attitudine che condividiamo con molte specie animali, «Come accade agli animali, anche gli uomini sono in grado di carpire i segnali degli odori corporei che permettono loro di individuare l’età biologica, di scegliere il partner adatto e di distinguere i familiari dai non familiari», ma ha voluto soprattutto sottolineare l’infondata cattiva abitudine di associare agli anziani odori forti e poco gradevoli.

Per svolgere l’esperimento i ricercatori hanno raccolto il sudore di tre gruppi di persone, ciascuno formato da 12-16 unità e suddivisi per fascia d’età, dai 20 ai 30 anni, dai 45 ai 55, e dai 75 ai 95 anni. Ciascun partecipante ha dormito per cinque giorni con degli assorbenti sotto le ascelle che sono stati poi conservati in barattoli di vetro. Sono stati poi chiamati a annusare gli odori 41 soggetti di età compresa tra i 20 e i 30 anni, che dovevano indicarne la gradevolezza e l’intensità e dovevano stimare l’età della persona da cui provenivano.

I tester hanno così dimostrato che l’uomo individua i suoi simili e li categorizza per età anche grazie a un’analisi olfattiva e che riconoscere gli odori appartenuti ai soggetti anziani è più facile perché questi sono meno intensi e spiacevoli rispetto a quelli degli altri gruppi.

Le persone anziane hanno dunque un odore peculiare e riconoscibile, ma meno fastidioso di quello emanato dai più giovani a causa della differenza di concentrazione di una molecola dall’odore grasso e erbaceo di nome 2-nonenale, che aumenta in maniera costante dopo i 40 anni.

Tutto ciò dimostra come il Kareish (termine giapponese che indica specificatamente l’odore degli anziani) sia solo un pregiudizio culturale infondato.

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