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21 Giugno 2012

Macchine da musica, con sentimento: dagli automi musicali al computer che suona.

L’idea di ascoltare suoni, più o meno organizzati, senza l’intervento dell’uomo, risale a tempi antichi: oggetti tintinnanti mossi dal vento o dall’acqua, arpe eoliche, sino ai primi rulli dentati, utilizzati dagli arabi sin dal Nono secolo. Dal Quindicesimo secolo furono fabbricati cembali e spinette a rullo, carillons di campane, automi musicali applicati ad orologi meccanici per i quali composero brani Beethoven, Haydn, Mozart e Salieri. Al giorno d’oggi l’informatica permette di aggiungere controlli espressivi alle esecuzioni automatiche, in maniera simile a quanto fa un interprete umano.

A partire dagli anni Novanta del secolo scorso, diverse discipline scientifiche (musicologia, psicologia, neuroscienze, ingegneria dell’informazione) hanno studiato le possibili connessioni tra due universi che possono sembrare antitetici: le emozioni e le macchine, approfondendo le modalità che permettono ai computer di comunicare contenuto espressivo usando un canale di tipo non-verbale. Questo ambito di ricerca, noto come Affective Computing negli Stati Uniti, Kansei Information Processing in Giappone ed Expressive Information Processing in Europa, ha prodotto nel corso degli ultimi quindici anni diversi sistemi informatici per l’esecuzione automatica ed espressiva della musica.

Sabato 23 giugno dalle ore 10.00 a Villa Contarini di Piazzola sul Brenta (PD) si terrà la giornata di studio dal titolo “Dagli automi musicali alle macchine che suonano musica espressiva” che affronta i temi di punta sull’Expressive Information Processing. L’incontro è organizzato dalla Fondazione G.E. Ghiradi ONLUS in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Padova, l’Associane Carlo De Pirro e il Sound and Music Processing Lab (SAMPL).

Parteciperanno musicisti, musicologi e scienziati nel campo dell’ingegneria dell’informazione. Nel corso della prima sessione saranno messi a confronto alcuni tra i migliori sistemi informatici per l’esecuzione automatica di partiture musicali confrontandoli con interpretazioni di musicisti umani, e il pubblico sarà chiamato a valutarli, in una sorta di test di Turing musicale, finalizzato a determinare se una macchina può simulare un’esecuzione musicale emotiva. Durante le seconda sessione sarà spiegato in modo divulgativo il funzionamento di questi sistemi. A conclusione della giornata si terrà un concerto di brani espressamente composti per Disklavier, un pianoforte a coda che grazie a speciali attuatori elettromeccanici può essere “suonato” da un computer.

Dopo i saluti di Tito Longo, Fondazione G.E. Ghiradi, e Alessandro Paccagnella, Direttore del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Padova, interverranno Antonio Rodà, Mario Baroni, Giovanni De Poli,  Sergio Canazza,  Alvise Vidolin, il concertista Giovanni Umberto Battel,

Alle 16.30 è previsto un Concerto di brani composti per Disklavier con  musiche di Carlo De Pirro.

Ingresso libero. Per informazioni 049-5591717 e contar@tin.it

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